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Food
Vino italiano: buone notizie dalla Russia

di Chiara Govoni

Pare ci sia finalmente qualche cauta buona notizia per l’Italia sul fronte dell’export in Russia. Ad annunciarlo è Simple, il Gruppo internazionale di wine & spirits che in occasione della 50esima edizione di Vinitaly, ha oggi presentato un affollato convegno sul tema del mercato Russo. Obiettivo del Convegno era spiegare ai produttori di vino italiani l’andamento delle vendite in un mercato non certo facile quale quello Russo, specie da poco meno di due anni, ovvero dall’inizio della crisi politica e diplomatica tra Russia ed Europa e Usa, in conseguenza alla situazione in Ucraina e in Siria.

A partire dal 2014 la Russia ha vissuto un periodo di grandi difficoltà di carattere politico ed economico, che hanno causato un significativo crollo dei prezzi del petrolio, e conseguentemente una grave debolezza della moneta nazionale russa. Il rapporto di cambio Rublo/€ è passato da 40 all’attuale 76, con una conseguente inevitabile perdita di potere d’acquisto da parte dei consumatori. A questo si aggiunge l’embargo sull’agroalimentare deciso da Putin, che è costato all’Italia 3 miliardi e 600 milioni di Euro, e ha comportato soprattutto il modificarsi delle abitudini di consumo. I clienti russi si sono rivolti sempre di più verso la produzione interna, non per il vantaggio economico dato da prezzi più abbordabili, ma per una sorta di propaganda patriottica dei consumi. Il vino resta però un’eccezione, perché salvo in alcune aree del sud della Russia, dove si produce vino di consumo, manca completamente la possibilità di produrre vini di qualità.

La Russia ha bisogno di importare vino, in particolare le eccellenze europee di Italia e Francia, ma si è rivolta da fine 2014 a fasce di prodotto leggermente inferiori, con un conseguente crollo dell’import in valore del -39% per la produzione Francese, e del 29% per la produzione italiana. Tuttavia c’è speranza. La previsione per il futuro è quindi di un sensibile aumento di attrattiva verso il mercato del vino, dovuto alla crescente volontà dello Stato di sostituire in Russia i superalcolici tradizionali con bevande più leggere per sostenere il nuovo programma di prevenzione relativo al consumo di alcol per la salute della popolazione. Il gruppo Simple è uno dei maggiori attori nel settore dei vini in Russia, nonché il leader di mercato nell’importazione di vini italiani e grappa, e al convegno sono intervenuti i due fondatori del gruppo Simple Maxim Kashirin, CEO Simple Group e Anatoly Korneev, vice-presidente del gruppo. 

 

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