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"Il ministro Clini vuole dare consigli green per l'Agenda Monti? Forse saranno consigli su un'Agenda Black, visto che il governo Monti proprio grazie al ministro del non ambiente Clini è riuscito a smontare la maggior parte delle politiche ambientali italiane". Il presidente dei Verdi Angelo Bonelli boccia senza appello l'esecutivo dei tecnici. "Dal decreto incostituzionale sull'Ilva che ha commissariato la magistratura e umiliato le ragioni dei cittadini di Taranto che si ammalano e muoiono a causa dell'inquinamento alla cementificazione 'semplificata' che introduce il silenzio assenso addirittura nelle aree vincolate alla demolizione del principio europeo 'chi inquina paga', passando per le trivelle selvagge di Passera e per l'attacco al settore delle rinnovabili che ha messo a rischio 140 mila posti di lavoro e centinaia di imprese fino ai tagli della spending rewiew ai Parchi nazionali, il governo Monti ha portato all'ambiente un attacco senza precedenti".

Anche i Verdi hanno lanciato la loro campagna elettorale: sosterranno la "rivoluzione democratica" di Antonio Ingroia. E hanno individuato nei temi ambientali il punto debole dei loro avversari politici: "L'agenda Monti è stata è e sarà molto black perché risponde alle logiche economiche delle lobbi dei costruttori, dei petrolieri e di chi inquina - conclude Bonelli -. Le politiche ambientali del governo Monti sono state in perfetta continuità con quelle, disastrose, del governo Berlusconi e il ministro Clini è stato il principale interprete di un governo che ha demolito la nostra legislazione ambientale portandola indietro di trent'anni". I militanti del sole che ride hanno redatto un dossier che passa al setaccio "l'Agenda nera" del Professore in 10 punti.

1) ILVA: Il governo per la prima volta nella storia della Repubblica ha annullato i provvedimenti dell’autorità giudiziaria per decreto. Per decreto e’ stata sospesa la legge in materia di tutela della salutee dell’ambiente a Taranto. L’emergenza ambientale e sanitaria di Taranto dimostra che la priorità dell’esecutivo era quello di sostenere le ragioni dell'azienda e non difendere la salute e la vita dei cittadini. Il decreto salva-Ilva è incostituzionale sotto più profili (viola gli articoli 3-9-32-112 della Costituzione). Il governo ha rilasciato un AIA ( autorizzazionne integrata ambientale) che non applica le migliori tecnologie in assoluto per abbattere l’inquinamento ma solo le migliori tecnologie disponibili economicamente per l’azienda, che non prevede limiti prescrittivi per gli inquinanti altamente cancerogeni ma solo conoscitivi. Sempre il governo ha volutamente reso pubblici i gravissimi dati sulla mortalità a Taranto solo dopo il rilascio dell’autorizzazione 22 ottobre 2012, nonostante questi dati fossero già noti dal marzo 2012.

2) DISSESTO IDROGEOLOGICO: Il governo Monti ha aggravato la drammatica situazione del territorio italiano dando il via libera alla cementificazione 'semplificata' per decreto: ricordiamo il provvedimento che introduce il silenzio assenso addirittura nelle aree vincolate. Mentre in Italia si continua a morire sotto il fango e ci sono 500 mila frane il governo butta soldi in mega opere inutili come la Tav in Val di Susa.

3) RINNOVABILI: Il governo ha affossato il comparto delle energie rinnovabili mettendo in pericolo più di 140 mila posti di lavoro. Non solo le agevolazioni sono state drasticamente ridotte ma si è introdotta un'estrema burocratizzazione per l’accesso incentivi e si è creata l'incertezza sulle possibilità d'erogazione degli stessi. Contestualmente all’affossamento delle energie rinnovabili il governo Monti pres.enta un piano energetico che si basa sul ritorno al petrolio e al carbone e l’aumento delle trivellazioni .Si tratta di un attacco freddo e pianificato alle energie del futuro per favorire le lobby delle fonti fossili come petrolio. l’Art. 35 del Decreto Sviluppo (Disposizioni in materia di ricerca ed estrazione di idrocarburi) da' il via libera alle trivellazioni selvagge nei nostri mari, consentendo le proroghe a concessioni scadute e l'autorizzazione di domande che non hanno concluso l'iter autorizzativo.

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