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Il clima si ribella e costa caro. Molto caro. L'Annual Global Climate and Catastrophe Report rivela che nel 2012 in tutto il mondo si sono verificati 295 eventi causati da catastrofi ambientali (contro i 257 del 2011), che hanno causato perdite economiche per un totale di 200 miliardi di dollari, leggermente al di sopra della media degli ultimi 10 anni (187 miliardi).

Mentre le perdite economiche sono rientrate nella media, le perdite assicurate nel 2012 sono state del 36% superiori alla media degli ultimi dieci anni (72 su 53 miliardi), in quanto i due eventi più significativi dell'anno si  sono verificati negli Stati Uniti, che presentano una penetrazione assicurativa molto elevata. Le perdite assicurate nel 2012 sono state comunque significativamente inferiori al risultato record del 2011 (133 miliardi).

L’Uragano Sandy è stato l'evento più “costoso” del 2012: le perdite assicurate da assicuratori privati e finanziate da programmi governativi ammontano a circa 28.2 miliardi di dollari, mentre ci sono circa 65 miliardi di dollari di perdite economiche in Canada, Stati Uniti, Caraibi e Bahamas. Al di fuori degli Stati Uniti, l’evento che ha causato il maggior numero di danni economici si è verificato proprio in Italia con il terremoto che nel maggio del 2012 ha duramente colpito l’Emilia Romagna.

Le strutture danneggiate sono state più di 10.000 per un totale di 12 miliardi di euro di danni le cui perdite assicurate superano il 1 miliardo di euro. Il report realizzato da Impact Forecasting mette in luce come,  nonostante il terremoto dell’Emilia sia il terzo evento catastrofico dell’anno a livello di danno economico, esso si collochi solamente all’ottavo posto nella classifica dei danni assicurati connessi a calamità naturali.

Infatti, se da un lato esistevano coperture assicurative contro il terremoto per gli esercizi commerciali, le attività industriali e per gli enti pubblici, dall’altro le aziende assicurative sono sempre state restie a concedere l’estensione della garanzia al settore privato. Prima del terremoto era pressoché impossibile riuscire ad assicurare la propria abitazione contro i danni generati da terremoto. Le compagnie assicurative non concedevano la copertura terremoto sui residenziali per la difficoltà oggettiva di tarare la tariffa di rischio adeguata per tale estensione e al fine di evitare il problema dell’anti selezione del rischio.

A seguito degli eventi del maggio 2012 la domanda dei privati per questo tipo di copertura è aumentata in misura considerevole e le compagnie di assicurazione hanno cominciato ad attivarsi per trovare una soluzione che permettesse di allargare l’offerta di prodotti anche alla luce dell’onda “emotiva” creata dal terremoto sulla popolazione.
 

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