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nucleare Fukushima 21

La situazione è grave. Più grave di quanto stimato. Tanto che l'autorità giapponese di controllo del settore nucleare ha deciso di indagare sulle cause della fuga di acqua radioattiva sotterranea alla centrale di Fukushima, proprio "in ragione di una situazione più grave di quella stimata inizialmente".

L'istanza prenderà mercoledì la decisione formale di istituire un gruppo di lavoro per raccolgiere e analizzare alcuni campioni di quest'acqua radioattiva che si sta riversando nell'Oceano Pacifico.

Allo stesso tempo, l'autorità giapponese dovrà creare un gruppo di sorveglianza della contaminazione dell'ecosistema marino, soprattutto del pesce che potrebbe essere pescato e mangiato. "Ancora non conosciamo le cause specifiche di questa fuga d'acqua, ma sono sono più complessee di quanto pensassimo", ha riconosciuto un funzionario.

Una settimana fa la Tepco, che gestisca la centrale nucleare di Fukushima, ha finalmente ammesso per la prima volta che le acque sotterranee radioattive fluiscono in mare, alimentando i timori che la vita marina sia stata contaminata. All’inizio di luglio, la Tokyo Electric Power Co. aveva dichiarato che i campioni di acque sotterranee prelevati presso l’impianto hanno mostrato livelli di cesio-134 superiori alla norma di circa 110 volte, un aumento avvenuto in pochi giorni.

Sebbene in grado di spiegare l’aumento delle letture, la Tepco aveva comunque rassicurato tutti, precisando come la falda tossica era probabilmente contenuta, in gran parte grazie alle fondazioni in cemento. “Ma ora siamo convinti che l’acqua contaminata è fluita verso il mare,” ha detto lunedì scorso un portavoce della Tepco, pur insistendo sul fatto che l’impatto dell’acqua radioattiva in mare sarebbe limitato.

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