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G20, dalla decarbonizzazione non si scappa: intesa dopo ok parziale della Cina

G20, c'è l'accordo su energia e clima: via libera dalla Cina, India la più restìa 

Scatta l'accordo su energia e clima al G20: "approvato il Communiquè Clima ed Energia", ha annunciato il ministro della Transizione Ecologica Roberto Cingolani al termine di un lungo e intenso negoziato, terminato con un applauso liberatorio da parte di tutte le delegazioni e dei ministri presenti. Stando a quanto si apprende, subito dopo l'ok (parziale) della Cina alla dichiarazione congiunta sui due temi, i più controversi di questa ministeriale su ambiente, clima ed energia, l'intesa è stata finalmente trovata. Il via libera di Pechino ha infatti consentito di sbloccare il negoziato e di superare alcuni scogli, tuttavia, secondo quanto viene spiegato, restano da approfondire ulteriori tematiche insidiose.

Le maggiori resistenze sono arrivate dall'India, la più difficile da convincere: ancora restìa nel prendere impegni vincolanti sull'accelerazione della decarbonizzazione. Il testo dell'intesa di massima sarà da "limare", tenendo conto di tutte le preferenze. Insomma, un primo passo avanti in questo G20 di Napoli che è considerato una tappa decisiva in vista della conferenza sul clima delle Nazioni Unite, Cop 26, che si svolgerà a Glasgow a novembre, e in cui si punta ad alzare ulteriormente il livello di ambizione degli impegni da assumere in tema di clima ed energia. 

"Su 60 articoli due sono stati estratti perché non è stato possibile trovare l'accordo. Quindi alcuni punti sono stati rinviati ai livelli di decisione politica più alta del G20 dei capi di Stato: oggettivamente è stato un ottimo risultato", ha dichiarato il ministro della Transizione ecologica, Roberto Cingolani, nel corso della conferenza stampa. "Tutti sono impegnati per la decarbonizzazione, il problema è sulla scala dei tempi, ovvero quando sarò in grado di farlo. Nessun Paese ha messo in dubbio l'accordo di Parigi, la convinzione c’è, ma alcuni paesi economicamente rischiano di non farcela in una decade", ha aggiunto il ministro Cingolani.

In particolare, "Usa, Europa, Giappone e Canada sono favorevoli, ma quattro o cinque paesi, fra i quali Cina, India e Russia,  non se la sentono di dare questa accelerazione, anche se vogliono rimanere nei limiti dell'accordo", ha concluso CingolaniL'Accordo di Parigi, negoziato alla Conferenza delle parti (Cop 21) della Convenzione sui cambiamenti climatici e sottoscritto da circa 200 Paesi, pone infatti l'obiettivo di mantenere il riscaldamento globale ben al di sotto dei 2 gradi e di proseguire gli sforzi per limitare l'aumento a 1,5 gradi.

 

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