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di Mario Bonaccorso (www.ilbioeconomista.com)

 

maire quinn

Il miglior uso delle risorse biologiche può consentire agli europei di vivere più a lungo e in modo più sano, di ridurre la dipendenza dal petrolio, affrontare le sfide ambientali chiave, trasformare i processi di produzione e accrescere la produttività e la portata del settore agricolo facendo crescere l’industria e creando nuovi posti di lavoro. Commissaria Geoghegan-Quinn, qual è secondo lei il ruolo dell’Europa nella bioeconomia mondiale?

L’Europa, così come  il resto del mondo, deve far fronte entro il 2050 a un previsto aumento del 70 per cento nella domanda alimentare e a un 100 per cento di aumento della domanda di energia. In queste circostanze, dobbiamo prepararci per la società 'post-petrolifera', quella in cui useremo le nostre risorse naturali in modo più sostenibile. Per questo motivo, il 13 febbraio 2012 la Commissione europea ha adottato la strategia “Innovare per una crescita sostenibile: una Bioeconomia per l'Europa”. La strategia mira a concentrare i nostri sforzi comuni per sostenere lo sviluppo di un'economia sostenibile e una bioeconomia intelligente. L'Europa ha una posizione di leadership nelle industrie chimiche e degli enzimi e un settore biotecnologico in rapida crescita. Tuttavia, c'è molto lavoro che deve ancora essere fatto al fine di sfruttare appieno il potenziale della bioeconomia e assicurare che l'Europa rimanga competitiva domani. Solo l'Unione europea nel suo insieme ha le risorse per garantire un impegno a lungo termine per lo sviluppo di un programma di ricerca e innovazione coerente e coordinato, sostenendo le catene di valore della bioeconomia in un certo numero di politiche comunitarie, come l'agricoltura, la silvicoltura, la pesca, l’ambiente, l’industria e l’energia. Allo stesso tempo, l'Europa è molto diversificata, e spetta agli stati membri e alle regioni di mettere a punto soluzioni su misura al fine di sfruttare le proprie potenzialità. Diversi stati membri dell'Ue hanno già sviluppato, o stanno attualmente sviluppando, le strategie nazionali per la bioeconomia. Li incoraggio vivamente, così come incoraggio anche quelli che non hanno ancora iniziato, ad andare avanti. Mentre l'Europa si sta muovendo, il resto del mondo non resta certo fermo: il Canada ha avviato una strategia per la bioeconomia, e anche gli Usa (il National Bioeconomy Blueprint), mentre la Cina si sta muovendo velocemente verso una produzione, una intensificazione e una diversificazione agricola sostenibile.

 

Quali sono le attività della Commissione per sostenere la bioeconomia nel Vecchio Continente? Quali i piani per il 2013?

Massimizzare l'impatto della ricerca e dell'innovazione nella società e nelle nostre economie è fondamentale. Questo è l'obiettivo chiave del prossimo programma europeo di ricerca e innovazione “Orizzonte 2020” ed esattamente ciò che la strategia Ue 2020 e l’iniziativa “Innovation Union Flagship” stanno portando avanti. Orizzonte 2020 si propone di affrontare le sfide della bioeconomia  con la comunità di ricerca, con le industrie e le imprese, e con la società civile in generale. Credo, tuttavia, che siano necessarie altre azioni mirate. La coerenza delle politiche, per esempio, è essenziale per la bioeconomia. Come tutti sappiamo, l'uso della biomassa è soggetto a dei trade-off, non solo tra cibo e carburante, ma anche con i mangimi, i prodotti biochimici, le bioplastiche e altri biomateriali. Tutto ciò è ulteriormente aggravato dalla necessità di aumentare la produttività agricola e la protezione della biodiversità, degli ecosistemi e dell'ambiente. Non possiamo continuare a concentrarci sulle singole priorità settoriali. Dobbiamo guardare al quadro più ampio e creare un ambiente win-win per le industrie, gli investitori e la società.

Attraverso l'interazione politica e il dialogo con le parti interessate, possono essere introdotte norme e metodologie standardizzate di valutazione della sostenibilità dei prodotti a base biologica per sostenere lo sviluppo della bioeconomia.

Come saprà, il vicepresidente Antonio Tajani, Commissario per l'industria e l’imprenditorialità, e tre altri commissari responsabili dei principali settori politici (Agricoltura e sviluppo rurale, Ambiente, Affari marittimi e della pesca) si sono uniti nel firmare questa strategia, e la Commissione è pronta a fare la propria parte. La politica di interazione ora deve essere rafforzata per garantire la coerenza della politica attraverso gli strumenti a nostra disposizione: la politica agricola comune, la politica comune della pesca, Orizzonte 2020, il prossimo partenariato europeo innovativo per l'agricoltura sostenibile, solo per citarne alcuni. Per promuovere ulteriormente questa coerenza politica, la Commissione europea è in procinto di stabilire un panel per la bioeconomia che contribuirà a migliorare le sinergie e la coesione tra le politiche, le iniziative e i settori economici legati alla bioeconomia. In aggiunta a ciò, la Commissione europea istituirà un Osservatorio sulla Bioeconomia, in stretta collaborazione con i sistemi informativi esistenti, per valutare regolarmente i progressi e  l’impatto della bioeconomia e sviluppare analisi lungimiranti. L'Osservatorio raccoglierà i dati per seguire l'evoluzione dei mercati della bioeconomia, per mappare e monitorare le politiche nazionali e  regionali, la capacità di ricerca e innovazione, le attività e le infrastrutture, così come gli investimenti pubblici e privati. In questo modo, l’Osservatorio supporterà lo sviluppo di strategie per la bioeconomia regionali e nazionali. Aiuterà inoltre le autorità responsabili per lo sviluppo rurale e costiero e per la Politica di coesione nella pianificazione per il futuro e nella massimizzazione dell'impatto dei meccanismi di finanziamento esistenti. Per esempio, la bioeconomia potrebbe essere in parte sostenuta anche attraverso le "Strategie di specializzazione intelligenti" sotto la futura Politica di coesione.

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