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Di Paolo Diodati*


In un recente articolo (Affaritaliani, Centrali nucleari a ultrasuoni e tritasassi) ho segnalato che, indipendentemente dagli sviluppi che avrà il piezonucleare nei prossini millenni, alcune clamorose affermazioni del prof. Alberto Carpinteri sono, e resteranno, irrimediabilmente errate. Talmente errate da essere degne di vincere l'Asino d'oro 2012. 

Se si dà un'occhiata in rete per documentarsi sul caso Carpinteri, si troveranno anche appassionate difese della sua alta professionalità e della bravura e disponibilità come docente. Come spiegare allora che una persona di tale prestigio, con oltre 500 lavori pubblicati (la maggior parte, però,  su riviste italiane), con onorificenze a catena, lauree honoris causa e tanti altri premi vari, nominato  presidente del consiglio di amministrazione dell'INRiM dalla Gelmini (quella del tunnel Ginevra-Assergi dove i neutrini superavano la  velocità della luce), sia stato sfiduciato dallo stesso Consiglio? Come spiegare che ora si veda sbeffeggiato, accusato d'aver pagato per avere delle onorificenze, d'essersi messo a sparare bufale e d'aver messo l'attack direttamente tra la pelle del suo lato B e la poltrona avuta dalla Gelmini, visto che per ben due volte molti dei ricercatori dell'INRiM gli hanno rivolto l'invito ad andarsene a casa, non essendo disposti a mettersi a lavorare sulle fratture provocate in certe rocce? Forte dell'appoggio del ginecologo agopuntore Domenico Scilipoti, noto esperto di fratture (anche se solo di tipo politico), ha dichiarato che collaborerà con la parte "sana" dell'Istituto. Da notare che, da fonte certa e interna all'Istituto, la parte "sana" è a tutt'oggi, il 3% dei ricercatori. La parte insana porta argomenti sanissimi ("… il piezonucleare non è di nostra competenza … i finanziamenti devono essere allocati in base alla sensatezza dei progetti e alla loro probabilità di successo ...".                                                                                                       

E, proprio per questa situazione fortemente anomala di tensione, sembrerebbe che il ministro Profumo abbia disposto il commissariamento dell'Istituto, quindi, con imminenti dimissioni di Carpinteri.                                                                                                                                  

Siamo di fronte a un giallo? Per chiarirlo, è sufficiente considerare due fatti. Il primo è costituito dalla stridente sproporzione tra la consistenza scientifica del filone che Carpinteri vuole  approfondire e la pretesa che questa sua curiosità sia imposta come nuova tematica a gente che lavora su ben altre tematiche. La posizione di Carpinteri costituisce un atto d'autoritarismo scientifico, con l'aggravante della sproporzione numerica. Gli sarebbe bastato coinvolgere due ricercatori.                                                                                              

Il secondo è l'effetto sinergico dell'accoppiata Card&Carp, cioè Cardone-Carpinteri. Perché, a cominciare dalle due affermazioni (decadimento naturale del ferro in alluminio e uso,  già in atto, di ultrasuoni e neutroni per la previsione degli imprevedibili terremoti) degne entrambe e con eterna certezza di un Asino d'oro,  la svolta scientifica di Carpinteri, è dovuta all'incontro con Fabio Cardone. La conoscenza di un ricercatore simile, dai modi oleosi e curiali e con la fissa incurabile d'essere un predestinato,  lo ha spinto ad accelerare frettolosamente conclusioni di studi che, per sua ammissione, ha iniziato appena quattro anni fa. Cardone, aspirante scienziato da Nobel, divenne famoso su scala mondiale ancor prima d'aver potuto comunicare qualche sua grande scoperta. Grazie alle cronache giudiziarie documentate in ambito paesano, ma anche universitario a livello internazionale, divenne famoso per le accuse mossegli da Ruggero Maria Santilli, che lo aveva ospitato negli Stati Uniti perché correggesse le bozze dei suoi lavori. Santilli, che se rientra nel Molise, lo rincorre col forcone, era ed è proteso a creare Una Nuova Scienza per una Nuova Era (vedi NEW SCIENCES FOR A NEW ERA:  Mathematical, Physical and Chemical Discoveries of Ruggero Maria Santilli) e dovette immediatamente constatare di che pasta fosse fatto il giovanotto che ospitava. Lo denunciò per frode scientifica, inviando dettagliate descrizioni dei furti  (plagi) a tutte le università del mondo.

Finirono in tribunale. Santilli credo che perse, ma si sa come vanno le cose con la tecnica della minima variazione. Sarà una combinazione, ma sembra che le idee grandiose del nostro stiano ancora in sintonia con aspirazioni e scoperte di Santilli (si veda ad esempio: Mutation of spacetime caused by physical media (R.M.Santilli). Il giovane aspirante scienziato, rientrato in Italia, non aveva la minima idea di quello che avrebbe fatto, ma aveva chiarissimo che avrebbe fatto qualche cosa di grandioso. Infatti, divenne famoso in molti istituti e dipartimenti di fisica in cui, respinto a volte in malo modo, cercava caparbiamente qualche aggancio. Gli occorreva una scrivania e un telefono per dimostrare che era "del dipartimento" e per fare le sue famosissime, fumosissime e temutissime interminabili telefonate a spese dello stato. Ma gli occorreva, soprattutto, la "sponsorizzazione" di una persona ufficiale per dare un minimo di credibilità alle affermazioni  che faceva.  Tanto girò e tanto si dette da fare per far abboccare qualcuno e tanto girò, che alla fine … Carpinteri abboccò.

Un'affermazione "politica" frequente e un po' misteriosa che Cardone amava fare è questa: "Dopo le elezioni, presenterò il conto…". Che il casino attuale sia dovuto alla presentazione di quel famoso conto?
Per Carpinteri, dicevo, è risultato fatale l'incontro con un predestinato al botto, aspirante professore (a questo ha rimediato, autopromuovendosi). Il "cercogloria estremista" della scienza, ha causato, nel ben predisposto Carpinteri, la rottura dei freni inibitori. La sua indubbia fantasia è partita per la solita tangente degli aspiranti al Nobel. Capirai, avrebbe anche dimostrato che Einstein aveva previsto che si sarebbe tornati a far la guerra tirandosi le pietre.… (celebre è questa considerazione einsteiniana, dopo l'uso delle prime due bombe atomiche contro i giapponesi:  "Non so con quali armi si combatterà la Terza Guerra mondiale, ma so che in  quella successiva si tornerà a tirarsi le  pietre"). Grazie a Card&Carp possiamo usare le pietre sin da ora. Una sassata ben centrata sul nemico, ma anche nelle sue vicinanze e, tra piezofusione e  fratto-emissione e conseguente fiotto di neutroni … il nemico sarà accoppato.  In attesa di queste conferme spettacolari, per ora riassistiamo al solito spettacolo del genio incompreso, sottolineando che la Gelmini nota in tutto il mondo per i neutrini e il tunnel scavato da Ginevra ai Laboratori Nazionali del Gran Sasso, potrebbe aumentare la sua fama per via dei neutroni di Carp & Card. Lei sì che è in crescita: dai neutrini, ai neutroni.

*Paolo Diodati (è stato responsabile del progetto Fratto Emissioni dal Gran Sasso e Responsabile Nazionale del Progetto Cavitazione in condizioni limite, con pubblicazioni su riviste internazionali, in particolare, sul danneggiamento da cavitazione di superfici metalliche).

 

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