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Immobiliare
Centri commerciali: la sfida da vincere dopo il lockdown

Tornare al centro commerciale dopo il lockdown non è così semplice. Spazi chiusi, affollati e dove, al momento, non tutti gli ambienti sono tornati accessibili al pubblico. In un recente articolo Immobiliare.it analizza i trend che hanno caratterizzato il settore degli shopping center negli ultimi mesi e gli scenari previsti per l’immediato futuro.

Segnali di ripresa dopo la fase 1

Come rileva l’ultimo report di Cbre sul tema, la battuta d’arresto più importante è arrivata durante la fase 1, quando l’82% dei negozi è stato costretto alla chiusura e 3 clienti su quattro non si sono fatti vedere. Rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, si contava solo il 27% dei visitatori. Ora naturalmente la situazione è in ripresa, con le presenze che toccano il 62,5% e gli acquirenti che sostano più a lungo tra le vetrine o gli scaffali, comprando anche più prodotti. Ma il recupero è lento e si pensa a nuove soluzioni per attrarre le persone.

L’atteggiamento infatti resta cauto. C’è la paura degli assembramenti e di conseguenza si evitano le semplici vasche per guardare le vetrine: si entra sapendo già quello che si vuole acquistare. Inoltre, gli spazi dedicati al cibo e all’intrattenimento spesso sono ancora chiusi. Non solo, ma anche le famiglie non popolano più i larghi corridoi, nemmeno durante il fine settimana. Probabilmente, si preferisce ancora che a frequentare il posto sia un solo membro per volta.

Complice anche l’arrivo della bella stagione, la tendenza è quella di frequentare luoghi aperti, ariosi e dove non si rischi il formarsi della calca di persone. L’affluenza maggiore è stata finora raggiunta nei parchi commerciali, che offrono spazi comuni esterni e all’aperto. Una scelta fatta in nome della ricerca di sicurezza. Non è un caso se le ripartenze più difficili sono state nella zona nord-ovest d’Italia, dove si sono concentrati i principali focolai di Covid-19.

Ecco perché si cercano opzioni alternative. Il 75% degli intervistati propone semplicemente che vengano offerti più sconti, mentre nel restante 25% c’è chi promuoverebbe iniziative all’aria aperta e chi invece attività dedicate soprattutto ai bambini. Nel frattempo cresce la richiesta di food delivery, take away e spesa online. Anche quando ci si reca al negozio, si cerca di rimanere per il minor tempo possibile. E sarà questa la sfida futura degli esercizi commerciali: tornare ad essere attrattivi.

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