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gaetano quagliariello

CICCHITTO - La decisione "di far cadere il governo" Letta-Alfano "non puo' essere assunta da un ristretto vertice del Pdl, in assenza sia del vicepresidente del consiglio e segretario politico Alfano, sia dei due capigruppo Brunetta e Schifani".  Lo ribadisce in una nota Fabrizio Cicchitto, esponente del Pdl che in una nota conferma la solidarieta' a Silvio Berlusconi che "non ha bisogno", afferma, di un partito "di alcuni estremisti che nelle occasioni cruciali parlano con un linguaggio di estrema destra dall'inaccettabile tonalita' anche nel confronto con gli avversari politici che non dobbiamo imitare nelle loro espressioni peggiori". I parlamentari del Pdl, aggiunge, "non possono essere trattati come delle semplici pedine da manovrare, in modo per di piu' disordinato, ad opera di pochi dirigenti del partito". "Confermo la mia solidarieta' a Berlusconi, ma reputo anche che un ristretto nucleo di dirigenti non possa fare il bello e il cattivo tempo nel Pdl, ancora di piu' nella fase preparatoria di Forza Italia che, gestita come e' avvenuto in questi giorni, viene presentata in modo assai discutibile". Per Cicchitto, infine, "lo stesso Berlusconi avrebbe bisogno di un partito serio, radicato sul territorio, democratico nella sua vita interna, un partito di massa, dei moderati, dei garantisti, dei riformisti e non un partito di alcuni estremisti che nelle occasioni cruciali parlano con un linguaggio di estrema destra dall'inaccettabile tonalita' anche nel confronto con gli avversari politici che non dobbiamo imitare nelle loro espressioni peggiori".

BONDI - "Questo e' il momento in cui dobbiamo dimostrare tutto quello che diciamo da anni, e cioe' che siamo un partito vero, un partito unito che si riconosce senza distinzioni su alcuni valori essenziali e una comune visione della societa', che siamo una comunita' che ha la coscienza di una storia onorevole da difendere, un corpo politico che si ribella a una terribile persecuzione giudiziaria contro un leader che rende possibile la sopravvivenza stessa in Italia di un centrodestra non succube della sinistra, un leader attorno al quale dobbiamo stringerci, oggi come non mai, per testimoniare la nostra fede nella liberta'".  E' quanto afferma in una nota il senatore del Pdl, Sandro Bondi.

CAPEZZONE - "Si e' fatta chiarezza, grazie alle scelte del presidente Berlusconi e di Forza Italia. Da una parte noi liberali e garantisti, dall'altra i giustizialisti e i tassatori, pronti solo a mettere le mani nelle tasche degli italiani e a estromettere gli avversari per via extrapolitica". Daniele Capezzone, presidente della Commissione Finanze della Camera e coordinatore dei dipartimenti del Pdl, che aggiunge: "Ora la strada maestra e' ridare subito la parola agli elettori, senza giochi di palazzo volti a creare micro-maggioranze improbabili e raccogliticce".

QUAGLIARIELLO - Quagliariello, elezioni in anticipo sarebbe un errore - Le elezioni anticipate sarebbero "un grave errore". Il ministro per le Riforme Gaetano Quagliariello, intervistato da Stefano Folli sottolinea: "C'e' un problema di carattere istituzionale difficile da ignorare". La legge elettorale "sottoposta a giudizio di costituzionalita' e la Corte si riunisce il 3 dicembre. Cosi' avremo uan sentenza che potrebbe considerare incostituzionale questa legge". Poi considera: "Siamo ai primi di ottobre e ci vogliono 55 giorni per votare. Eventuali elezioni anticipate arriverebbero dopo il giudizio della Corte". Per Guagliariello "serve assolutamente un governo anche per fare elezioni anticipate, magari a febbraio o marzo". Quindi aggiunge "quel che mi preoccupa e' che avremo un governo o peggiore per il paese, per il centrodestra e anche per la vicenda di Silvio Berlusconi che e' vicenda politica e non solo personale". Governo: Quagliariello, mi auguro ripensamento - "Mi auguro che nell'alveo del pensiero politico" definito berlusconismo "possa nascere una posizione anche organizzativa diversa da quella espressa ieri ad Arcore". Lo ha detto il ministro per le Riforme Gaetano Quagliariello intervistato da Stefano Polli. Un ripensamento del centrodestra? "Del centrodestra o di una parte", e' la risposta.

LORENZIN -  Si' alle dimissioni "per coerenza politica nei confronti di chi mi ha indicato come ministro di questo Governo", tuttavia "continuero' a esprimere le mie idee e i miei principi nel campo del centrodestra, ma non in questa Forza Italia". Lo dice il ministro della Salute Beatrice Lorenzin, che aggiunge:"Ho vissuto questi mesi con spirito di servizio, consapevole dell'eccezionalita' del momento storico che sta attraversando il mio Paese. Grata a Berlusconi di avermi scelto come ministro, sono orgogliosa di quello che il governo Letta ha fatto nonostante le grandi differenze che contraddistinguono i suoi componenti. Rivendico il ruolo centrale che i ministri del Pdl hanno giocato nelle scelte di politica economica e sociale nell'interesse degli italiani". Per Lorenzin: "Silvio Berlusconi e' un perseguitato e il suo dramma personale e' diventato il dramma di tutti noi, di un intero partito, dell'Italia. Comprendo fino in fondo il suo stato d'animo, ma non giustifico ne' condivido la linea di chi lo consiglia in queste ore. Tentano di distruggere tutto quello che Berlusconi ha costruito e rappresentato per milioni di italiani". Lorenzin conclude: "Dalla nascita di Forza Italia a quella del Pdl, ho dedicato piu' di 20 anni all'impegno attivo in politica, per i miei ideali, per la collettivita' e l'Italia. Questa nuova Forza Italia sta dimostrando d'essere molto diversa da quella del '94. Manca di quei valori e di quel sogno che ci ha portati sin qui. Ci spinge verso una destra radicale in cui non mi riconosco, chiude ai moderati e li mette fuori senza alcuna riflessione culturale, segnandoli come traditori. Esprimo il mio dissenso. Io scelgo il bene degli italiani e del nostro Paese, convinta ancor piu' di ieri che i moderati di tutti gli schieramenti sapranno ritrovarsi nel campo del centrodestra. Accetto senza indugio la richiesta di dimissioni fatta durante un pranzo a cui non partecipavano ne' i presidenti dei gruppi parlamentari, ne' il segretario del partito, per coerenza politica nei confronti di chi mi ha indicato come Ministro di questo Governo. Continuero' ad esprimere le mie idee e i miei principi nel campo del centrodestra, ma non in questa Forza Italia".  

LUPI - "Cosi' non va. Forza Italia non puo' essere un movimento estremista in mano a degli estremisti. Noi vogliamo stare con Berlusconi, con la sua storia e con le sue idee, ma non con i suoi cattivi consiglieri". Lo afferma in una nota Maurizio Lupi il giorno dopo le sue dimissioni da ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti. "Si puo' lavorare per il bene del Paese essendo alternativi alla sinistra e rifiutando gli estremisti - aggiunge l'esponente di partito - . Angelino Alfano si metta in gioco per questa buona e giusta battaglia".

ALFANO - "La mia lealta' al presidente Berlusconi e' longeva e a prova di bomba. La lealta' non e' malattia dalla quale si guarisce". Angelino Alfano marca la sua posizione e afferma che "oggi lealta' mi impone di dire che non possono prevalere posizioni estremistiche estranee alla nostra storia, ai nostri valori e al comune sentire del nostro popolo". "Se prevarranno quegli intendimenti - avverte il vicepremier e segretario Pdl - il sogno di una nuova Forza Italia non si avverera'". "So bene che quelle posizioni sono interpretate da nuovi Berlusconiani ma, se sono quelli i nuovi berlusconiani, io - e' la linea annunciata da Alfano - saro' diversamente berlusconiano".

DE GIROLAMO - Fedelta' al leader Berlusconi ma con la richiesta di un chiarimento interno: questa la posizione del ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, Nunzia De Girolamo, che afferma in una nota di non riconoscersi "in strappi estremi ed estranei alla cultura e alla sensibilita'" degli elettori Pdl e di volersi attenere a valori di politico moderato.

"Ho adempiuto alle richieste del presidente Berlusconi di rassegnare le dimissioni dal governo per rispettare il mandato politico ricevuto: sono stata indicata nell'esecutivo dal mio partito e tengo fede all'impegno assunto col Pdl e con i suoi elettori - scrive De Girolamo - Non posso pero' tacere l'amara constatazione nel vedere come, nel momento piu' difficile della storia del nostro partito e del nostro leader, siano sempre piu' evidenti atteggiamenti, posizioni, radicalismi che poco hanno a che vedere con i valori fondativi del nostro movimento liberale fatto di rispetto delle istituzioni, senso dello Stato e tolleranza nei confronti di chi la pensa diversamente. Questo ho imparato dieci anni fa da Silvio Berlusconi".

"In attesa di un chiarimento interno, che auspico immediato e definitivo, e confermando la mia assoluta lealta' al presidente Berlusconi - conclude De Girolamo - dichiaro sin d'ora che intendo proseguire sulla strada di quei valori, non riconoscendomi in strappi estremi ed estranei alla cultura e alla sensibilita' dei nostri elettori e sostenitori".

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