Roma, 5 mar. (Adnkronos/Labitalia) - "Per quanto riguarda il Salone del Mobile, nel caso in cui dovesse saltare, per motivi emergenziali, e cioè nel caso che qualcuno ci dice che non si può fare fiera, per il Paese sarebbe una perdita di circa 1 miliardo, 1 miliardo e mezzo". Così, con Adnkronos/Labitalia, Emanuele Orsini, presidente di FederLegnoArredo, la Federazione italiana delle industrie del legno, del sughero, del mobile e dell’arredamento, sugli effetti del coronavirus sulla manifestazione fieristica in programma a Milano e che è stata già rinviata al 16-21 giugno. E gli effetti dello spostamento della manifestazione, originariamente prevista tra martedì 21 e domenica 26 aprile, si fanno già sentire per l'indotto. "Lo spostamento -spiega Orsini- va a impattare solo su un settore, se riusciamo a spostarlo. Noi, infatti, al momento, abbiamo un settore in crisi che è quello degli allestimenti, che da gennaio a giugno, purtroppo, non farà una fattura. Quindi, dobbiamo riuscire a salvaguardare questo settore perché ha professionalità che serviranno tantissimo nel rilancio dell'economia. Perché chi fa allestimento fa naturalmente allestimento fieristico e può proporre prodotti". E per FederlegnoArredo il momento è delicato. "Stiamo in qualche modo -spiega Orsini- programmando una fiera e i nostri associati, gli espositori, a cui stiamo provando a proporre di continuare a venire al Salone del Mobile, hanno bisogno di essere aiutati perché, se hai un fatturato in calo, e la manifestazione ti costa comunque molto, diventa un problema. E quindi quello che è stato chiesto al governo in questi giorni è che l'Ice promuova più possibile gli investimenti provenienti dall'estero e qui abbiamo avuto col presidente Ferro interlocuzioni in questi giorni per potenziare notevolmente l'incoming e su questo stiamo facendo un bel lavoro", aggiunge ancora.E le misure che vanno messe in campo, per Orsini, non finiscono qui. "Abbiamo chiesto, anche proposto dalle Regioni Lombardia, Emilia Romagna e Veneto, un decreto che possa dare un credito d'imposta sulle fiere e cioè fino a un massimale di 2 milioni di euro potere avere una detrazione del 40% e questo aiuterebbe tantissimo gli investimenti. Un'altra cosa la stiamo cercando di fare noi come Federazione, generando dei fondi di garanzia sia con Mediocredito, con Cdp come interlocutore logicamente, che con Confidi per aiutare i più piccoli ad avere dei mutui agevolati per potere far sì possano ripartire rapidamente e investire anche nelle Fiere", conclude.

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