Roma, 14 mag. (Adnkronos/Labitalia) - "È difficile non aspettarsi un prossimo semestre difficile, in cui l’impatto economico della pandemia sulla popolazione porterà a privilegiare prodotti a basso costo, penalizzando aziende come Maccarese, che si posizionano in una fascia qualitativa più alta. Quello che auspichiamo dalle istituzioni e dal governo è un supporto non in termini di contributi diretti, ma di sostegno nella promozione e nella difesa del made in Italy, ricordando che la maggior parte delle aziende agricole italiane non sono grandi gruppi industriali e avrebbero difficoltà a riprendersi qualora la crisi si esacerbasse. E sappiamo che, quando muore un’azienda agricola, muore una tradizione: perché è proprio nel lavoro delle Pmi, dei piccoli artigiani e delle piccole realtà storiche, che si sviluppa il made in Italy". Ad affermarlo Claudio Destro, vicepresidente Associazione italiana allevatori e amministratore delegato di Maccarese Spa, intervenuto al webinar 'La filiera agroalimentare ai tempi del coronavirus: prospettive future a seguito dell’emergenza' organizzato da Msd Animal Health."Anche in piena emergenza Coronavirus gli allevatori e l’industria di trasformazione del latte non si sono mai fermati, garantendo al settore agroalimentare le forniture", ricorda sottolineando che "le attività legate all’allevamento e alla produzione casearia sono state sempre considerate dal governo un’attività essenziale e questo ha consentito di garantire continuità nella produzione e nella fornitura di prodotti al consumatore"."Dopo un lieve momento di difficoltà iniziale di alcuni caseifici del Nord, in cui molti addetti sono stati contagiati dal Covid-19, le aziende si sono subito riorganizzate in una rete di solidarietà, organizzandosi tra di loro per gestire il ritiro del latte", dice."Sicuramente a partire dall’11 marzo la chiusura del canale Horeca ha comportato ulteriori difficoltà nella consegna del latte e dei prodotti caseari, senza contare che il consumatore in questo momento ha privilegiato i prodotti a lunga conservazione. In questo contesto, si è cercato di reagire sensibilizzando sia il consumatore sia la Gdo a preferire il made in Italy. Un appello che inizialmente è stato raccolto ma su cui ha poi prevalso la legge di mercato, che privilegia prodotti esteri a basso prezzo, in particolare da Francia e Germania", osserva."Nonostante la fiducia del consumatore nel made in Italy, le attuali difficoltà economiche a cui stanno facendo fronte molte famiglie porteranno a cercare il risparmio, sacrificando la qualità", avverte."Infine, un’ulteriore colpo al nostro settore è derivato dalla diffusione di notizie che legano l’insorgere della pandemia all’inquinamento ambientale causato dalle emissioni degli allevamenti intensivi. Da questo punto di vista, ci teniamo a sottolineare come i nostri allevamenti siano specializzati, protetti e organizzati", precisa.

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