Roma, 7 giu. (Labitalia) - Iniziano domani le vaccinazioni nei call center italiani. Ad annunciarlo Assocontact, l’Associazione di categoria che associa 65 aziende di call e contact center operanti in tutta Italia e che da tempo è in campo per offrire un contributo alla campagna vaccinale in contatto con le strutture dedicate del Governo. Si inizia domani nell’hub vaccinale di Molfetta, sede di uno dei più grandi contact center d’Italia: 800 mq interni e 1400 mq esterni sono stati messi a disposizione della cittadinanza con un progetto denominato 'Vax4Job'. Si prevede un numero medio di almeno 500 vaccinazioni giornaliere. “Il buongiorno si vede dal vaccino” è lo slogan con cui il team di Molfetta ha voluto comunicare l’iniziativa. Ma l’impegno di Assocontact è ben più ampio: 10 centri di somministrazione vaccinale in 7 regioni pronti a vaccinare almeno 30.000 persone alla settimana. E poi la rete di 40mila operatori in tutta Italia già disponibile per offrire ulteriore supporto logistico, organizzativo e informativo alle azioni anti Covid del governo Draghi. Gratis e da subito. Con un occhio già proiettato a settembre, alla ripresa scolastica, considerato che nel progetto di Assocontact i centri vaccinali rimarranno aperti tutta l’estate fino ad ottobre, proprio per attivare le vaccinazione anche a favore degli studenti in vista della ripresa dell’anno scolastico.Scendono in campo i call e i contact center nella delicata partita delle vaccinazioni in Italia.Le disponibilità offerte al generale Figliuolo dalle aziende associate ad Assocontact diventano realtà. L’Associazione ha messo a disposizione del governo le proprie strutture, il personale medico e amministrativo, le dotazioni sanitarie e ogni altro elemento utile ad accelerare sulla campagna vaccinale. L’obiettivo è allargare la rete dei centri vaccinali, offrendo non solo nuove e attrezzate location per accogliere i cittadini, ma anche un supporto medico, logistico, informativo e organizzativo. "Noi - spiega il Presidente di Assocontact, Lelio Borgherese - ci siamo e mettiamo a disposizione tutto quello che abbiamo per aiutare il governo a proseguire spedito nella campagna vaccinale. Apprezziamo il lavoro del generale Figliuolo e vogliamo dare un contributo concreto. Trasformare le nostre aziende in centri vaccinali significa offrire alla popolazione strutture ampie, sicure, attrezzate, con personale amministrativo e sanitario già presente. Inoltre la nostra consolidata esperienza nella gestione dei dati e nel contatto con gli utenti rappresenta garanzia di velocità e certezza nelle convocazioni, come nelle informazioni da erogare ai cittadini. Vacciniamo oggi per una estate sicura ma siamo già proiettai a settembre, per essere in campo anche in occasione della ripresa dell’anno scolastico".Le aziende di call e contact center associate ad Assocontact che hanno già aderito al progetto sono operative in 7 regioni (Sicilia, Puglia, Umbria, Abruzzo, Lombardia, Veneto, Molise). Ogni centro vaccinale può essere attivato mediamente in una settimana. Con i centri a regime, in totale si punta a vaccinare almeno 30mila persone alla settimana residenti nelle aree interessate.Assocontact, che associa 65 aziende di call e contact center operanti in tutta Italia, è da tempo in campo per offrire un contributo alla campagna vaccinale: già operativi in alcune regioni numeri verdi per informare i cittadini sul Covid-19 e successivamente per supportare le attività di contact tracing. Con le vaccinazioni che partono nei call center attivi in tutte le regioni italiane, da Nord a Sud, si offre un aiuto concreto alla più grande e complessa campagna vaccinale della storia.Le aziende che operano in questo settore possono, infatti, offrire le proprie infrastrutture, le tecnologie e il know how delle proprie persone che costituiscono un sistema già in essere su tutto il territorio nazionale, immediatamente pronto all’uso e perfettamente in grado di rappresentare uno strumento di primo contatto informativo per il cittadino. In questo scenario, call e contact center possono diventare una cabina di regia di coordinamento, che distribuisca automaticamente le chiamate, in collegamento con le Asl e le autorità sanitarie. Ma non solo: call e contact center potrebbero offrire assistenza informativa e psicologica, azioni di persuasione e di contatto con il cittadino, operare un primo triage telefonico, creare script, alberature e algoritmi per raccogliere informazioni ed erogarle, in modo uniforme, su tutti i canali di contatto.

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