Roma, 6 nov. (Labitalia) - "La zona rossa in Calabria come in qualsiasi altra Regione penalizza le attività economiche in maniera devastante. La chiusura degli agriturismi penalizza tutto ciò che ruota intorno alle aziende agricole, perché molto spesso laddove c'è un agriturismo c'è un'azienda agricola che produce e quindi non venderà i suoi prodotti al dettaglio, dove c'è un margine più alto che consente alla stessa di avere un reddito più adeguato in un momento in cui l’agricoltura soffre proprio di mancanza di margini sui prodotti venduti". Così, con Adnkronos/Labitalia, Mario Grillo, vicepresidente di Cia Calabria e titolare con i familiari dell'agriturismo ed azienda agricola 'Fattoria Biò' tra i boschi e i laghi dell'altopiano silano, spiega gli effetti sull'agricoltura calabrese della decisione del governo nazionale di inserire la Calabria nelle zone rosse per il contrasto alla pandemia da coronavirus. Una decisione che non va proprio giù alle strutture agricole e agrituristiche calabresi. "Quello che chiediamo -spiega Grillo- è un approccio più scientifico per combattere il Covid seguendo regole più severe ma lasciando le attività economiche libere di lavorare, ci sono troppe incongruenze nella gestione del contenimento del virus. Mentre si chiedeva alle attività commerciali ed agli agriturismi di rispettare regole severe si consentivano assembramenti nei mezzi pubblici come se il virus non fosse mai esistito", rimarca. Una situazione quindi 'figlia', secondo Grillo "delle responsabilità della comunità scientifica, della politica e della dirigenza che non vanno e non sono andate nella direzione dell'uso della diligenza del buon padre di famiglia e né tantomeno della diligenza del professionista, come si chiede nei casi in cui bisogna prendere delle decisioni importanti e consequenziali", sottolinea. E le aziende agricole non hanno più tempo da perdere. "Il problema che bisogna porsi è, come ripartire e riprogrammare il futuro dopo la pandemia. Lo stato attuale dell’economia agricola è in ginocchio -spiega Grillo- ed il Covid ne ha tirato fuori tutta la sua fragilità. Un approccio non assistenzialistico ma di visione di uno sviluppo sostenibile potrebbe essere quello di intervenire sui costi di gestione delle aziende, ad esempio i costi energetici. Azzerarli attraverso l’uso delle energie rinnovabili -sottolinea- sarebbe un approccio olistico verso una nuova agricoltura consapevole". Per il vice presidente della Cia calabrese infatti "bisogna avere un approccio scientifico ed economico della politica agricola comunitaria. Infatti, i profitti si raggiungono non quando le vendite sono al massimo ma quando i costi si avvicinano allo zero. Aiutare le aziende agricole non deve significare aiuti a pioggia, ma progettare e programmare investimenti che generano reddito e non distruggono il nostro pianeta", aggiunge Grillo. E le aziende agricole calabresi fin dal lockdown dello scorso marzo hanno mesos in campo nuovi servizi per rifornire i clienti, nonostante le restrizioni, dei loro prodotti. "Già nella prima fase della pandemi -ricorda Grillo- le aziende agricole si sono organizzate per la consegna porta a porta dei prodotti agricoli sia freschi che non. Paradossalmente nel periodo del lockdown abbiamo avuto un incremento di vendite al dettaglio in quanto l'incentivo a ricevere la spesa a casa senza costi aggiuntivi di consegna con la riconosciuta qualità dei prodotti locali, è stata un'arma vincente", sottolinea. Per Grillo "ciò ha permesso una grande sinergia tra il bisogno di prodotti e la necessità delle aziende di lavorare". E adesso con la 'zona rossa' le aziende agricole hanno di fronte una nuova sfida. "Stiamo di nuovo lavorando -spiega Grillo- per gestire le consegne. Tra prodotti più richiesti negli scorsi mesi ci sono state le farine, il lievito madre e poi a seguire la frutta la verdura e la carne, chiaramente formaggi e salumi. La sfida è stata dura perché si è dovuto riorganizzare tutta la logistica per gestire il packaging delle consegne, la catena del freddo, gli ordini e le consegne in maniera ottimale e in sicurezza", ribadisce. E un supporto valido è arrivato dalle organizzazioni di categoria. "La Cia-agricoltori italiani ha supportato le aziende agricole con le competenze informatiche realizzando supporti idonei a gestire in maniera efficiente il flusso degli ordini e le relative consegne", spiega Grillo. E adesso nei prossimi mesi potranno esserci ancora novità per gli agricoltori alle prese con l'e-commerce dei loro prodotti agroalimentari. "Questa nuova fase ci vede impegnati a cogliere le opportunità derivanti dall'uso di internet in maniera utile e non solo per giocare con i social. il prossimo futuro vedrà l'uso del live-streaming e-commerce ossia l'uso interattivo dei video per aiutare il cliente nella scelta dei prodotti e rendere più attrattiva la vendita on-line", conclude Grillo.

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