Roma, 13 set. (Labitalia) - "Facciamo una capillare opera di moral suasion per la diffusione delle vaccinazioni. Ma, su questo punto, va risolto un problema. I datori di lavoro, per disposizione del Garante della Privacy, non possono sapere quali dipendenti sono vaccinati. Questo è un fatto che crea difficoltà per gestire le condizioni di sicurezza nell’impresa e va in contraddizione con la responsabilità a carico dell’imprenditore in caso di contagio in azienda". E' l'allarme che lancia, intervistato da Adnkronos/Labitalia, il presidente di Confartigianato imprese, Marco Granelli. "Abbiamo sollecitato al ministero del Lavoro -continua Granelli- un intervento per chiarire questo aspetto determinante. E’ necessaria una normativa che definisca in modo inequivocabile i comportamenti da adottare nei confronti dei lavoratori che, non vaccinandosi, mettono comunque a repentaglio la salute e sicurezza degli altri lavoratori, facendo peraltro scattare anche una sorta di responsabilità oggettiva del datore di lavoro", continua Granelli. "Per Confartigianato -spiega ancora Granelli- la salute e la sicurezza delle persone sono condizioni fondamentali per garantire la salute dell’economia. Il green pass è lo strumento, non il fine. Bisogna spingere sulle vaccinazioni che consideriamo l’unica e indispensabile soluzione per evitare il propagarsi del Covid. Non possiamo permetterci di tornare indietro, di annullare tutti gli sforzi fatti finora e di togliere fiducia alle nostre imprese, rallentando il percorso di uscita dalla crisi", continua ancora il presidente Granelli.Secondo Granelli "Le imprese non possono essere caricate di ulteriori oneri" come quelli del costo dei tamponi. "Proprio per questo, torno a dire che bisogna spingere sulle vaccinazioni. Ricordo che, per favorire l’effettuazione dei tamponi, una risposta efficace è stata fornita da SanArti, il nostro Fondo di assistenza sanitaria integrativa per l’artigianato, che prevede questa prestazione gratuita tra quelle dedicate agli iscritti per affrontare l’emergenza Covid". "In ogni caso, di tutto abbiamo bisogno tranne che di dividere il Paese su posizioni manichee in merito al rispetto della salute propria e altrui e del riconoscimento dei grandi sacrifici che i cittadini e gli imprenditori hanno dovuto sopportare in questi sedici mesi", continua. "Anche le piccole imprese -spiega Granelli- stanno recuperando terreno nei settori della manifattura e delle costruzioni. Permangono invece difficoltà sul fronte dei servizi. Nel complesso dei settori in ripresa operano 1.522.000 micro e piccole imprese con 4.230.000 addetti. Non dimentichiamo però che gli effetti della pandemia si sono scaricati completamente sul lavoro indipendente che a luglio 2021 registra una perdita di 294mila occupati rispetto a febbraio 2020, pari al 5,6% in meno. Il futuro delle nostre imprese è legato alla realizzazione dei progetti del Pnrr e soprattutto dall’attuazione delle riforme annunciate dal Governo. Spendere bene le risorse del Pnrr è importante. Ma senza le riforme e con regole vecchie non si va da nessuna parte", conclude.

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