Roma, 17 set. (Labitalia) - "Dal dispositivo non uscirebbe in maniera chiara ed esplicita la non licenziabilità del lavoratore sprovvisto di green pass per via del rinvio alle discipline contrattuali di settore. Sarebbe invece auspicabile che nel Decreto si riportasse in maniera chiara ed univoca che il mancato possesso della certificazione verde, salvo la sospensione dal lavoro, non possa in alcun caso rappresentare un motivo per effettuare un licenziamento". Così, con Adnkronos/Labitalia, il segretario generale della Fisascat Cisl, Davide Guarini, dopo la decisione del governo di estendere a tutti i lavoratori, pubblici e privati, l'obbligo del green pass. Per il sindacalista "occorre evitare battaglie ideologiche che qualcuno potrebbe strumentalmente alimentare in ordine alla licenziabilità o al demansionamento di lavoratori sprovvisti di green pass in una contingenza storica tanto delicata". "Sarebbe oltremodo ingiustificato -spiega ancora- che alcune regole importanti divenissero delle scorciatoie per sbarazzarsi di qualche dipendente".Per Guarini "il ricorso all’obbligo del green pass che il Governo ha disposto si presenta attualmente come la soluzione più equilibrata e che tiene conto anche delle diverse sensibilità in ordine alla vaccinazione. Esibire la certificazione verde non introduce delle differenze di trattamento tra i soggetti che si sono volontariamente sottoposti alla vaccinazione e coloro i quali non l’hanno ancora fatto", aggiunge ancora.E per il leader sindacale nell’ambito dei Comitati Aziendali anti Covid-19 vi sono da puntualizzare i nuovi termini con i quali questa nuova fase della generalizzazione dell’obbligo al green pass dovrà misurarsi. "La Fisascat Cisl -puntualizza- ritiene che anche questa ulteriore stretta da un punto di vista normativo vada accompagnata da tutte le misure attualmente osservate negli ambiti lavorativi"."In questo senso l’introduzione dell’obbligo al green pass non può preludere all’abbandono di tutte le altre misure come l’utilizzo di dispositivi di protezione individuale, distanziamento sociale, impiego delle barriere in plexiglass, di disinfettanti e di ogni altra soluzione stabilita a livello di singolo luogo di lavoro", aggiunge Guarini sottolineando che "non bisogna abbassare la guardia soprattutto in relazione alla fatidica data del 15 ottobre, termine temporale dal quale, per effetto della riapertura delle scuole e per il maggiore afflusso di utenza sui mezzi pubblici, qualche epidemiologo prevede un rialzo della curva pandemica".E per il sindacalista deve essere chiaro che "per quanto attiene ai lavoratori è indubbio che occorre dare delle risposte chiare e precise in termini di regole che devono valere per tutti senza esclusioni di sorta". Per Guarini inoltre "è positiva la previsione normativa sull’esecuzione gratuita dei test molecolari e antigenici rapidi per i cittadini con disabilità o in condizioni di fragilità ma è comunque necessario calmierare ulteriormente l’onere che ricade sui lavoratori e sui cittadini".Secondo Guarini inoltre "+ essenziale il ripristino della copertura economica come per la malattia per i giorni di quarantena a cui i lavoratori possono essere sottoposti, l’accesso allo smart working per i lavoratori che posso svolgere in modalità agile la propria prestazione o l’attribuzione ad altre funzioni ad altre attività nell’ambito dell’organizzazione aziendale che limitino il contatto con utenti e clientela, unitamente al ricorso a tutte le altre misure volte a contrastare l’avanzata del Covid-19 e delle sue varianti che hanno permesso in tutti i luoghi di lavoro di garantire standard apprezzabili in termini di prevenzione", conclude.

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