Roma, 19 nov. (Labitalia) - Per i manager italiani la sostenibilità è l’unico investimento in grado di risollevare il pil e spingere l’impresa oltre la crisi attuale. A sostenerlo, il presidente Federmanager, Stefano Cuzzilla, in apertura dell’evento 'Il valore della sostenibilità. Profitto, concorrenza e reputazione d’impresa', oggi in diretta streaming in collaborazione con 4.Manager e Esgr. "La sostenibilità ambientale - sottolinea il presidente Cuzzilla - è un concreto driver di sviluppo. E' ormai avvertita come una necessità dal mondo del management, non è una velleità, non è un orpello. Dobbiamo distinguere tra green washing e le azioni tangibili che creano una reputazione socialmente rilevante e capace di generare business. Se non comprendiamo che questa sfida ha una dimensione economica, non potremo mai veramente vincerla"."Non è un caso - sottolinea - che l’Europa abbia scelto di vincolare il 30% degli oltre 1.800 miliardi di euro messi in campo dal bilancio pluriennale e da Next Generation Eu proprio a questo genere di investimenti. Oggi 2 manager su 3 sanno che interi settori produttivi europei hanno la chance di diventare leader globali grazie alla trasformazione green. E sono anche consapevoli del rischio, per chi non si trasforma, di essere espulsi dal mercato. Le regole saranno più rigorose, l’Europa vigilerà, abbiamo parametri che influenzeranno sempre di più i flussi finanziari, certificazioni che premieranno le filiere più responsabili mettendo al bando fenomeni illegali e corruttivi". A intervenire all’evento, il presidente Anica, Anica Academy e Soft Power Club, Francesco Rutelli, che afferma: "Uno dei maggiori cambiamenti strategici in corso riguarda la sostenibilità dei processi produttivi. Non è più solo un fatto di sensibilità ecologica, culturale, o politica: per le imprese italiane diviene la condizione indispensabile per rispettare le nuove regole su cui l'Unione Europea ha deciso di puntare per la ripresa economica; per ottenere finanziamenti pubblici; per raccogliere risorse sui mercati; per tenere alta la reputazione nella competizione presso un pubblico internazionale sempre più esigente"."Non ci stupisce quindi - rilancia Cuzzilla - che le istituzioni europee siano il primo attore di questo cambiamento. Ci fa piacere, inoltre, avere conferma che il mondo dell’impresa è consapevole della propria responsabilità in questo processo. La cosa che dobbiamo augurarci, è che anche il nostro governo nazionale consideri la sostenibilità un progetto-Paese. Non basta che la lotta ai cambiamenti climatici sia sentita come obiettivo. Chiediamo che le risorse sia destinate a supportare la transizione verde dell’industria, a favore di chi adotterà il nuovo modello d’impresa, l’unico capace di far alzare i nostri indici di produttività". "Misure - rimarca Cuzzilla - come il superbonus per l’edilizia, strumenti fiscali che rendano finanziariamente conveniente investire in efficienza energetica ed economia circolare o, ancora, procedure semplificate per chi sviluppa tecnologie verdi, devono entrare a pieno titolo nell’agenda di governo. Aggiungo che bisogna sviluppare le competenze manageriali per rendere il mondo della produzione meno inquinante e tecnologicamente avanzato"."A tal fine - specifica il presidente - proponiamo di prevedere un contributo a fondo perduto in forma di voucher per l’inserimento in azienda di manager per la sostenibilità certificati. Mi riferisco a quelle competenze tecniche e trasversali che oggi mancano nelle imprese, persino in quelle più reattive che, nonostante la crisi, stanno investendo invece che tagliare sui costi del personale. Le agevolazioni sui macchinari o sull’innovazione dei cicli produttivi devono essere accompagnate a un investimento sul capitale umano, altrimenti non basteranno a generare l’effetto sperato"."Sono già più di 100 - ricorda - i manager per la sostenibilità certificati da Federmanager attraverso un qualificato percorso di assessment, formazione e certificazione che abbiamo chiamato Bemanager. Continueremo a coinvolgere altre professionalità in questo programma perché riteniamo che sia coerente con la domanda di competenze che vediamo in crescita e che intendiamo sollecitare".

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