Roma, 19 ago. (Labitalia) - "La fine del governo pone a rischio l'aumento delle pensioni di invalidità, aumento sul quale c'è già un ragionamento avanzato con Inps, il presidente del Consiglio, il ministro del Lavoro e delle Politiche sociali per un piano quadriennale". Lo dice ad Adnkronos/Labitalia Vincenzo Zoccano, sottosegretario alla presidenza del Consiglio dei ministri con delega alla Famiglia e alla disabilità, in quota 5 Stelle.Quella "sull'aumento delle pensioni di invalidità è un'importante misura destinata alle persone con disabilità", sottolinea Zoccano, che spiega come "con il ministro del Lavoro Di Maio abbiamo lavorato alla proposta di aumento delle pensioni di invalidità civile, uno dei tanti temi di interesse per milioni di persone con disabilità che non arrivano a fine mese". "La fine del governo voluta da Salvini blocca anche questa importante riforma. Ora si dica a chi percepisce 285 euro al mese il perché si vuole impedire di aumentare quelle pensioni", avverte Zoccano."Da esponente tecnico di questo governo, prendo atto che ancora una volta le politiche per la disabilità sono messe a rischio da una crisi di governo che poteva benissimo essere evitata", osserva il sottosegretario con delega alla Famiglia e alla disabilità, sottolineando che "tutte le norme in cantiere a favore della disabilità, norme 'trasversali' che dovrebbero avere già incontrato l'approvazione, sono in questo momento bloccate".L'elenco dei provvedimenti che, se cadrà il governo, "chissà quando verranno calendarizzati o approvati", aggiunge Zoccano, è lungo, a partire dalla norma sui caregivers familiari. "Sono oltre 600.000 persone -spiega il sottosegretario- che ogni giorno si prendono cura di un familiare gravemente disabile. Non si tratta di 'volontari', ma di persone che hanno scelto di dedicare la loro vita ad assistere qualcuno che amano e che per questo si vedono privati di molte possibilità e a volte anche di diritti". La norma citata da Zoccano, non vedente, già presidente del Forum italiano sulla disabilità e componente della direzione nazionale dell'Unione italiana dei ciechi e degli ipovedenti, prevede il riconoscimento legale e politico della persona che si prende cura in modo non professionale dei disabili.E' prevista, ad esempio, la copertura a carico dello Stato dei contributi figurativi riferiti al periodo di lavoro di assistenza e cura effettivamente svolto dal caregiver, equiparati a quelli da lavoro domestico e che vanno a sommarsi ai contributi da lavoro eventualmente già versati. "Il provvedimento è però fermo in commissione e questo blocco rischia di far perdere i fondi già stanziati", dice Zoccano, che spiega infatti di essere riuscito a "mettere al sicuro le risorse, circa 25 mln l'anno per due annualità, a disposizione della presidenza del Consiglio". "Sono soldi 'blindati' in senso tecnico per due anni - precisa - dopodiché vanno in economia. Ma, poiché il fondo per il 2018 ad oggi è inutilizzato e non è stato speso, rischiamo di perderli se entro il prossimo anno la legge non c'è". Accanto a questo, molte altre cose in cantiere si bloccano, rimarca il sottosegretario. "La riqualificazione professionale dei ciechi e degli ipovedenti prevista dalla legge 113 -elenca Zoccano- rimane nel limbo, così come il Codice per la disabilità che armonizza e riordinare, anche innovandole, le disposizioni dell’ordinamento vigente". "Qui, spiace dirlo, ma è stato fatto un errore da parte dell'allora ministro alle disabilità, Lorenzo Fontana, che ha voluto un testo che poi è stato bocciato dalla Ragioneria dello Stato a marzo. Io ne avevo presentato, invece, uno più semplice e che non intaccava il bilancio. Ora la crisi e il probabile ritorno al voto non ci consentiranno di presentare un nuovo testo che dia risposte alle persone con disabilità", conclude Zoccano.

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