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Addio a Nadine Gordimer, la penna anti-apartheid

E' morta a Johanneburg all'eta' di 90 anni Nadine Gordimer, la scrittrice sudafricana bianca che denuncio' il regime dell'Apartheid e che nel 1991 vinse il Nobel per la Letteratura. Lo ha reso noto la famiglia. La Gordimer, grande amica di Nelson Mandela che volle vederla appena uscito dal carcere, aveva un tumore al pancreas. Nei suoi romanzi, come "Forza della natura", aveva raccontato la difficolta' dei rapporti interrazziali, spiegando i fattori politici e culturali che hanno favorito l'Apartheid.

"Ogni storia e' per me come un uovo. Un uovo ha il suo guscio, il suo albume e il rosso che contiene la vita dentro di se'. Quindi e' completo, e' la cosa piu' completa che io possa immaginarmi. Per me e' la stessa cosa con la storia: so fin dall'inizio come iniziera' e so gia' come finira'". Nadine Gordimer ci teneva, a essere considerata una scrittrice tout court e non solo, come molti la ritenevano, unaa scrittrice politica che aveva sostenuto le ragioni della fine dell'aparheid. Amava, come infatti spiega in questo filmato pubblicato da Feltrineli (il suo editore in Italia), la forma-racconto, che le consentiva di addentrasi meglio nel suo Sudafrica. L'ultimo suo racconto, "Meglio oggi che domani", e' un'ulteriore operazione di scavo nel suo paese messa a punto prima della morte del suo amico Nelson Mandela, che ne leggeva i romanzi mentre si trovava in carcere. "Non sono una scrittrice politica", insisteva Gordimer in un'intervista a El Pais, "ma la politica e' nel mio sangue, nel mio corpo. Un corpo debole oggi che sono vecchia, ma con uno spirito forte". Il suo ultimo volume pubblicato in Italia, "Racconti di una vita", esplora le relazioni umane mischiandeole al momento politico come fatto nei quindici romanzi precedenti e nelle altre decine di racconti tradotti in 40 lingue diverse. Opere come "Ospite d'onore" e "Il conservatore" tratteggiano le conseguenze delle discriminazioni che nel Sudafrica tenevano la maggioranza nera soggiogata alla minoranza bianca al potere. Nata nel novembre del 1923, la Gordimer crebbe un un quartiere minerario di Springes a est di Johannesburg. Il talento di scrittrice venne fuori per caso, quando la madre, ritenendola debole di cuore, penso' di non mandarla a scuolama non rinuncio' ad insegnarle a scrivere. All'eta' di 9 anni, con tanto tempo a disposizione, la bianca Nadine comincio' pubblico' il suo primo racconto nella sezione riservata ai bambini di un magazine di Johannesburg. Comincio' ad aver a che fare con la lotta contro l'aparheid quando il suo miglior amico Bettie du Toit, fu arrestato nel 1960. "Aver vissuto per poterne cvedere la fine (dell'apartheid, ndr.), e aver contribuito oper un apiccola parte a questa fine -disse nel 1994- e' stato straordinario e meraviglioso". Il regime boero censuro' tre suo volumi: "La figlia di Burger", "Luglio", "Un mondo di stranieri". Ma non fu tenera con Jacob Zuma, il presidente sudafricano il cui regime la scrittrice non esito' a definire corrotto e "un pessimo esempio" per i giovani.

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