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Libri & Editori
Con Selvaggia Lucarelli si torna a discutere di stroncature

Selvaggia Lucarelli racconta il suo primo romanzo: "Del giudizio dei critici non m'importa..."


IL PERSONAGGIO/ "Che ci importa del mondo non è la storia della mia vita ma, forse, del mio approccio emotivo alla vita, che è sentimentale e preda di grandi passioni...". Selvaggia Lucarelli racconta ad Affaritaliani.it il suo primo romanzo. E parla dei suoi gusti da lettrice ("Ho letto Il più grande artista del mondo dopo Adolf Hitler di Massimiliano Parente, capolavoro politicamente scorretto..."). La giornalista, polemista e conduttrice, seguitissima sui social network, non teme il giudizio della critica: "Non me ne frega nulla. Conosco troppo bene, nel mondo del giornalismo, i meccanismi delle squadre, dei pregiudizi, dei rancori personali, della puzza sotto il naso, per reputare i giudizi sempre intellettualmente onesti, per cui l'unica cosa che mi interessa è che lo legga la gente sulla sdraio al mare, sul divano di casa, in pausa pranzo in ufficio, sugli autobus la mattina..." - L'INTERVISTA (pubblicata l'1 aprile 2014)


 

Premessa: da anni il declino della critica letteraria al tempo dei social network viene analizzato con più o meno nostalgia. Sta di fatto che le cosiddette "stroncature" (sempre più rare, tra l'altro) non fanno più discutere. Lontani i tempi del caso-Baricco, tanto per capirci.

Eppure, proprio in questi giorni, in rete e sui giornali è scoppiata una polemica proprio a seguito di una stroncatura.  Il libro coinvolto è 'Che ci importa del mondo' (Rizzoli), il primo romanzo di Selvaggia Lucarelli, giornalista, conduttrice, seguitissima su Facebook e Twitter.

"Lasciateci in pace, per favore, siamo amareggiatissime. Siamo le tette di Viola Agen, alias Selvaggia Lucarelli, fresca del suo primo romanzo . Siamo state sue umili servitrici, cavallo di Troia per entrare in ogni tipo di trasmissione tv e ora all'improvviso scopriamo di essere un ingombro perché "con le tette al massimo si va a Sanremo, mica al premio Strega e invece lei al premio Strega ci vorrebbe arrivare (che poi visti i candidati perché no)...". Comincia così la discussa recensione di Elisabetta Ambrosi pubblicata sabato dal Fatto Quotidiano, a cui Selvaggia Lucarelli ha risposto su Libero, iniziando così la sua replica: "Ho letto l'appassionante recensione delle mie tette a cura della nota blogger Elisabetta Ambrosi. Ho letto anche che nel pezzo, già che c'era, ha nominato pure il mio romanzo, 'Che ci importa del mondo', ma a lei quello interessava poco, perché stava recensendo la mia quinta. Al massimo, la quarta di copertina...".

Un botta e risposta del genere (lontano anni luce dallo stile delle analisi accademiche...) non poteva certo passare inosservato. Ne ha parlato persino Gad Lerner (sul suo blog)...

Stamattina, sempre sul Fatto, la Ambrosi ha replicato a sua volta, chiarendo che nella sua provocatoria rubrica del sabato "ogni volta per raccontare un libro fa parlare un personaggio laterale, oppure un oggetto". Ecco quindi spiegata la (discutibile) scelta di partire dalle "tette di Viola Agen"...

In attesa di capire come controreplicherà la Lucarelli, ricordiamo che quando l'abbiamo intervistata in occasione dell'uscita del romanzo,  alla domanda "teme il giudizio dei critici letterari e gli attacchi preventivi anche in rete?" l'autrice di 'Che ci importa del mondo' ha risposto così: "Me li aspetto, ma non temo niente. Primo perché trovo assolutamente legittimo il fatto che il mio libro possa non piacere. La lesa maestà è un problema di chi ha il vizio di fare del manicheismo spiccio: con me o contro di me. Buoni o cattivi. Amici, nemici. Per dire, per me la Mazzantini ha scritto dei capolavori ma Splendore non mi è piaciuto. Continuo a reputarla una grande scrittrice, mi è pure simpatica e comprerò il suo prossimo libro ugualmente. E poi dico la verità. Della critica non me ne frega nulla. Conosco troppo bene, nel mondo del giornalismo,  i meccanismi delle squadre, dei pregiudizi, dei rancori personali, della puzza sotto il naso, per reputare i giudizi sempre intellettualmente onesti, per cui l'unica cosa che mi interessa è che lo legga la gente sulla sdraio al mare, sul divano di casa, in pausa pranzo in ufficio, sugli autobus la mattina".

Nel frattempo, Luca Mastrantonio, che sul Corriere della Sera dedica un commento al "brutto della stroncatura coatta di critici-blogger in cerca di visibilità",  conclude così la sua analisi: "Il rischio? Che dopo la sbornia di stroncature coatte si torni a rivalutare le marchette sincere".

L'unica certezza, che però nel mondo del libro fatica  a imporsi, è che le stroncature aiutano le vendite dei libri molto più delle marchette...

@PrudenzanoAnton

 

SelvaggiaLucarelliRizzoli
 
Tags:
selvaggia lucarellirizzoliche ci importa del mondostroncaturail fatto quotidianoelisabetta ambrosi
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