A- A+
Libri & Editori
La biografia di Guido Stagnaro, "artigiano della televisione"

Nato a Sestri Levante nel 1925, milanese d'adozione, Guido Stagnaro è uno dei pionieri della tivù in Italia, prima in Rai e poi nelle reti private, nonchè uno degli inventori del celebre Topo Gigio. La sua storia viene raccontata in un'interessante biografia, scritta dalla giornalista Maria Teresa Melodia (già collaboratrice di Affari Italiani), in uscita per Mursia.

L'autrice de 'L'artigiano della tivù. Storia di un pioniere del piccolo schermo'  (prefazione di Aldo Grasso) ha incontrato e intervistato numerosi protagonisti della storia della tv italiana, che hanno raccontato l’uomo e l’artista Stagnaro, oltre, ovviamente, al diretto interessato.

Regista, attore, autore teatrale e televisivo, scrittore e sceneggiatore di oltre trecento fiabe per bambini, Stagnaro, che oggi ha 90 anni, si è occupato, tra l'altro, di tv dei ragazzi, della regia di spettacoli musicali, di commedie, di sit-com e di film per il piccolo schermo. Dopo una lunga carriera nella Rai, ha lasciato la tv di Stato per l'antesignana delle tv commerciali, Antenna 3, dove ha curato la regia di programmi con Enzo Tortora, il mitico Quartetto Cetra, il duo comico Ric e Gian e Donatella Rettore (per la quale ha creato i primi indimenticabili videoclip). All’inizio degli anni ‘80 è arrivato l'incontro con Silvio Berlusconi che lo ha portato nella sua Fininvest. Qui, insieme a Carlo Freccero, ha segnato il debutto tv di Edwige Fenech ed è stato il regista della prima sitcom made in Italy, 'I cinque del quinto piano'. E’ stato anche il regista del quiz  Rai 'Test ' con Emilo Fede.

Mursia
 

SU AFFARI ITALIANI LA CHIUSURA DEL LIBRO
(per gentile concessione dell'editore)

di Maria Teresa Melodia

Per me Guido Stagnaro è stato una scoperta. anni volati via tra fiabe, studi televisivi e incontri spettacolari. come quando dopo molto tempo ti ricordi di scendere in cantina e trovi delle chicche preziosissime di cui ti eri dimenticato e ti si apre un mondo. Quello che si è aperto davanti a me è stato un mondo di artigianalità e attenzione, ma anche di estrosità. Un mondo che forse non c’è più in quest’epoca dove non ci fermiamo, nella bulimia dell’informazione, delle merci, degli stimoli visivi che spesso ci lasciano con un pugno di mosche in mano. Mi sono avvicinata a questa storia con titubanza, perché la sentivo lontana, ma scavando ho scoperto quello che per distanza generazionale avrei probabilmente ignorato. e se tutto ciò che si ricorda non è perduto, tutto ciò che si ricorda resta. Guido Stagnaro è una persona perbene: ha lasciato traccia perché è un uomo e un artista concreto nella sua genialità, misteriosamente sempre con un passo indietro, ma stando sempre avanti a tutti, con garbo. Ha fatto la gavetta, non ha mai avuto manager se non la madre. Ha tenuto la testa su e i piedi sempre ben piantati giù, come conviene a un cervello da architetto-scenografo con il cuore da poeta. Ho incontrato un uomo di cultura, di quella emanata in ogni gesto, sottovoce. Quella cultura che non ha contemplato perché l’ha creata. Ho incontrato un uomo gentile e cocciuto con le sue spigolosità e malinconie. la sua esuberante timidezza mi ha spiazzato, così come il suo talento, la sua complessità e la sua umiltà. la predisposizione a inventare scherzi è propria di Guido, che ancora oggi quando gli parli al telefono, in confidenza, si lascia andare a interpretazioni multiple con la voce. È rimasta quella follia, ripensando agli scherzi da giovinastro. Ma è il senso di meraviglia che lo contraddistingue la vera sua dote, la sua capacità di stupirsi e di osare con buon gusto. la sua fantasia è un dono inesauribile. la fantasia da cui è nato topo Gigio, un burattino trovato in uno scatolone a cui ha dato un’anima nella corsa quotidiana di dover inventare nuovi personaggi da macinare in televisione. Ho incontrato un uomo non comune, un creativo, con uno sguardo insolito sulle cose che lo circondano, uno che si chiede sempre perché no. Ho incontrato un maestro buono di un’italia che ci appartiene, tra passato e futuro, tra determinazione e un senso di libertà impellente. Questo libro si è formato su di una lunga e continua chiacchierata con il diretto interessato, ma anche su molte ricerche, consultazioni, letture, visioni e incontri con volti e voci dello spettacolo e non solo. Ho cercato il professionista instancabile, ma anche e soprattutto l’uomo destinato a questa vita fin da piccolo. Ho intervistato chi lo conosceva da ragazzino. Ho ripercorso i luoghi dell’infanzia e dell’adolescenza, tra Sestri levante e Chiavari. Ho guardato con lui la prima della Scala per ascoltare i suoi commenti. tra noi si è creata empatia oltre che affetto. tutte le persone che lo hanno conosciuto nella sfera personale e/o lavorativa e a cui ho chiesto di lasciarmi un ricordo, proprio perché volevo avere molteplici punti di vista per evitare un racconto celebrativo, hanno chiuso il cerchio, evidenziandomi quanto con la sua ironia e la sua calma Guido Stagnaro abbia saputo sempre rendere piacevole il tempo che con lui si condivideva. Nella sua laicità è stato profondamente religioso, nel senso che nei confronti degli altri ha sempre avuto rispetto. Ha fatto tanto, sempre con acutezza e innovazione. la difficoltà di questi mesi è stata quella che spesso con nonchalance Guido mi diceva: «ah sì, poi ho fatto anche questo». e io impallidivo di fronte a tanta vita, a una vitalità crescente, che mi veniva incontro. la sua è una storia utile ai più giovani a cui brucia l’inquietudine di sgambettare. Nella mia irrequietezza di trentenne alla ricerca della propria strada questo libro è stato la più bella storia che mi potesse capitare. Mi ha insegnato che guardare i dettagli, avendo il polso della situazione, è la sfida più difficile per essere contemporanei in un mondo che inevitabilmente cambia in fretta. Mi ha ricordato che conviene essere gentili e generosi, ma con carattere. Mi ha ricordato l’equilibrio delicato tra dolcezza e fermezza. Mi ha insegnato anche che «l’ordinazione pronta fa la signora», come ama ripetere Guido. Ma questo non lo imparerò mai!

 

Tags:
guido stagnaromursiamaria teresa melodial'artigiano della tivù. storia di un pioniere del piccolo schermo
in evidenza
Wanda Nara, perizoma e bikini Lady Icardi è la regina dell'estate

Foto mozzafiato della soubrette

Wanda Nara, perizoma e bikini
Lady Icardi è la regina dell'estate

i più visti
in vetrina
Meteo agosto: fresco al Nord, Africa al Sud. E a Ferragosto colpo di scena

Meteo agosto: fresco al Nord, Africa al Sud. E a Ferragosto colpo di scena


casa, immobiliare
motori
BMW 320e Touring, la piccola ibrida plug-in della Serie 3

BMW 320e Touring, la piccola ibrida plug-in della Serie 3


Testata giornalistica registrata - Direttore responsabile Angelo Maria Perrino - Reg. Trib. di Milano n° 210 dell'11 aprile 1996 - P.I. 11321290154

© 1996 - 2021 Uomini & Affari S.r.l. Tutti i diritti sono riservati

Per la tua pubblicità sul sito: Clicca qui

Contatti

Cookie Policy Privacy Policy

Cambia il consenso

Affaritaliani, prima di pubblicare foto, video o testi da internet, compie tutte le opportune verifiche al fine di accertarne il libero regime di circolazione e non violare i diritti di autore o altri diritti esclusivi di terzi. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso del materiale riservato, scriveteci a segnalafoto@affaritaliani.it: provvederemo prontamente alla rimozione del materiale lesivo di diritti di terzi.