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Libri & Editori
La nuova tendenza dello slow reading

di Editor Insider
(l'autrice lavora da anni nelle case editrici, mondo che racconta dall'interno con la garanzia dell'anonimato)

Leggo oggi sul Wall Street Journal che a Wellington, Nuova Zelanda, sta impazzando una nuova moda, quella degli Slow Reading Club. Una volta alla settimana i membri si trovano in un caffè, si accomodano su confortevoli poltrone e invece che iniziare a dibattere sull'ultimo topic in tema di letteratura si immergono in una lettura silenziosa e, soprattutto, lenta. I partecipanti ne hanno da subito tratto dei benefici: una maggiore capacità di concentrazione, riduzione dello stress, maggiore sensibilità nel pensiero e nell'ascolto. Questi  tentativi  per rilanciare la lettura si stanno espandendo a macchia d'olio, stanno nascendo gruppi simili a  Seattle, Brooklyn, Boston e  Minneapolis. Regola fondamentale di questi gruppi di lettura è quella di scollegarsi completamente da qualsiasi possibilità di interferenza esterna (social, mail, telefonate, chat…).

È stato proprio l'avvento di Internet con la sua colonizzazione della nostra quotidianità che ha variato irrimediabilmente la nostra abitudine nella lettura, passando dal classico sinistra verso destra, allo schema ad "F" tipico della lettura delle pagine online (facendo scorrere velocemente l'occhio verticalmente dall'alto verso il basso iniziando dalla riga intera scemando  fino alla singola parola con cui inizia l'ultima riga della pagina).  Questa nuova tendenza, per percepire nel più breve tempo possibile se l'articolo o il post della situazione valgono 5 minuti del nostro tempo,  sta contribuendo sensibilmente  al progressivo calo di livello di attenzione di cui soffrono i bambini già in età scolare e all'aumento di soglia di stress collettivo di cui ormai tutti ci lamentiamo.
Numerosissimi sono gli studi che provano i benefici riscontrabili in uomini adulti che hanno iniziato a coltivare la passione della lettura sin da piccoli. Un'indagine condotta su 300 anziani pubblicata sulla testata "Neurology" ha dimostrato come un impegno regolare in attività mentalmente stimolanti, come leggere, diminuisca la percentuale di perdita della memoria in età  avanzata.

Una vera e propria necessità di ritorno alle origini, in contrapposizione ai ritmi di vita sempre più frenetici, e in linea con altre tendenze come lo slow food in ambito culinario e il lavoro a maglia apprezzato non più solo dalle nonne. I sostenitori dello Slow Reading ne sottolineano gli effetti positivi che se ne possono trarre in soli 30 minuti alla settimana, inneggiano un ritorno alla buona lettura, libera dalle distrazioni che quotidianamente ci bombardano.  Addirittura suggeriscono di preferire i libri stampati perché vedendoli  in giro per casa ci possono richiamare l'attenzione e ricordare di ricavarci questo piccolo spazio temporale solo per noi. Ma anche gli e-book, per comodità, sono ben accetti… purché sconnessi da internet.
 
Se vuoi testare la tua velocità di lettura e grado di comprensione, clicca qui… Attenzione, il testo è in inglese, quindi calcola le dovute proporzioni!
 http://projects.wsj.com/speedread/

 

Tags:
slow reading
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