di Antonio Prudenzano
su Twitter: @PrudenzanoAnton
La sorpresa delle prossime Europee? Il nuovo movimento in grado di ridare slancio alla sinistra? Per ora, la lista Tsipras continua a perdere pezzi, e più che per le proposte politiche fa parlare per le polemiche al suo interno: lo scrittore Andrea Camilleri ha confermato il suo ritiro dal Comitato dei garanti, e ha fatto la stessa scelta Paolo Flores D’Arcais: ai due intellettuali non sono andate giù l’esclusione di Sonia Alfano e la presenza dell’ex leader No Global Luca Casarini.
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Quattro scrittori nella Lista Tsipras (ma non Camilleri) L’intervista a Moni Ovadia |
Non è finita: ha fatto discutere anche un’altra esclusione dalle liste, quella dell’imprenditrice anti-racket Valeria Grasso, “colpevole” di aver preso parte a un’iniziativa di Fratelli d’Italia, e si è aperto un caso anche a seguito del ritiro della candidatura da parte Antonia Battaglia, esponente tarantina di PeaceLink. Lo stesso Alexis Tsipras è dovuto intervenire per placare gli animi. Così, in queste ore in rete sono in tanti a ironizzare sulla difficoltà per la “lista degli intellettuali” di dar vita a un partito unito.
Polemiche a parte, tra i candidati che restano convintamente in lista, oltre a figure di spicco della cultura italiana come Moni Ovadia e Barbara Spinelli, per citarne solo due, ci sono anche quattro scrittori (vedi box a sinistra, ndr). Uno di questi è Franco Arminio, poeta, regista ma soprattutto “paesologo”. Arminio, classe ’60, vive a Bisaccia, in Irpinia: molto seguito in rete, ha pubblicato libri come “Geografia commossa dell’Italia interna” (Bruno Mondadori, 2013), “Terracarne” (Mondadori, 2011) e “Nevica e ho le prove. Cronache dal paese della cicuta” (Laterza, 2009), solo per citarne tre. Ad Affaritaliani.it spiega perché ha accettato la proposta della Lista: “Pur non avendo mai avuto una militanza partitica, sono convinto che la paesologia sia essa stessa una forma di militanza politica“. Arminio parla della sua esperienza: “Da ormai 30 anni giro il Sud per raccontarlo e confrontarmi con le persone, e continuerò a farlo. Credo sia doveroso da parte mia fare testimonianza. L’Europa deve avere una visione diversa del nostro Sud, lontana dagli stereotipi. Ecco perché ho accettato di candidarmi, per continuare la mia battaglia”. Ma perché scegliere proprio “L’Altra Europa con Tsipras”? “Perché questa lista mi dà la possibilità di restare me stesso, di non snaturare il mio messaggio“.
E veniamo alle polemiche citate all’inizio: che cosa pensa il “paesologo” delle divisioni all’interno della “lista degli intellettuali”?: “Il problema è che non tutti sono convinti che la nostra lista possa raccogliere grandi consensi. Io e molti altri siamo ambiziosi, ma c’è anche chi, e mi riferisco soprattutto ad alcuni esponenti locali vicini di Sel e Rifondazione Comunista, si accontenterebbe di superare la soglia di sbarramento… ragionano per piccoli gruppi, guardano solo ai loro piccoli interessi. Io non voglio polemizzare con Sel e Rifondazione, ma invito questi partiti a credere di più nella nostra esperienza”. Interrompiamo Arminio per chiedergli quale percentuale a suo avviso può raggiungere la Lista… “Anche il 12%. E, soprattutto, possiamo durare ben oltre le Europee“.
Facciamo notare allo scrittore che c’è chi la pensa diversamente, e dà già per finita la “lista degli intellettuali” che, come spesso capita, non riescono a mettersi d’accordo tra loro… “Parto da una premessa: né intellettuale né sinistra sono due parolacce. Io sono un poeta, e per me la poesia è fare delle esperienze. Quanto alle polemiche, è normale che ci siano opinioni diverse. Ma è il momento di metterle da parte. Colgo l’occasione per fare un appello a Camilleri: deve restare un sostenitore della Lista Tsipras, e deve contribuire alla sua crescita. Tutti insieme dobbiamo costruire una politica nuova, lontana dagli slogan”.



