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In arrivo una nuova collana di medicina narrativa

La collana iDiamanti raccoglierà testi di medicina narrativa, e vuole essere un filo solido e visibile, in grado di dare direzione e senso ai racconti che esprimono i viaggi intrapresi dal  corpo nel momento in cui i sintomi si manifestano e le caratteristiche, il nome e la durata di una patologia, vengono definiti.

Per medicina narrativa si intende dunque una narrazione fondata sull’esperienza umana del corpo scalfito dalla malattia. Questo presuppone quindi che si fondi sul percorso esistenziale (il quale, essendo a monte accettato nella sua totalità, non esclude le defaillances del corpo) e che dia all’esperienza del trauma narrato, un significato. Come? Facendo sì che le storie di malattia abbiano un accurato ascoltatore, che comprenda e valorizzi il significato assunto dalla malattia per i pazienti, e che agisca cogliendo il loro esatto punto di vista. La medicina narrativa, cioè, dà la parola al paziente, che però non risuona inascoltata, bensì ha una risposta. Quindi è una narrazione attiva, che restituisce, dona qualcosa.

È dunque una narrazione attiva, restitutiva e cooperativa perché la storia del paziente non è vista e interpretata come una fredda cronaca - quindi l’esegesi della malattia non coincide solo con il corpo e con le sensazioni di chi malauguratamente la ospita -, ma è la storia che il paziente co-costruisce con l’operatore cui la racconta. Pare ora che ci si soffermi più sul dato narrativo che su quello medico. Ma non è così perché il connubio tra letteratura e analisi scientifica è perfettamente calibrato e quindi la narrazione non è l’unica componente di questo genere, che ovviamente si avvale anche di conoscenze mediche basate sull’evidenza e mai svalutate.

Dare al corpo malato la possibilità di parlare e di aprirsi, oltre che fornire delle esatte spiegazioni dei meccanismi che lo indeboliscono, all’interno dello stesso flusso narrativo, permette inoltre di migliorare la qualità dell’assistenza perché innesca una sorta di fiducia facilitando l’esercizio dell’empatia. Elemento, quest’ultimo, indispensabile da accompagnare alla cura, che così, secondo Rita Charon, amplifica la sua efficacia.  Dunque la medicina narrativa fortifica la prassi clinica con le competenze narrative per riconoscere, assorbire e interpretare la malattia nel duplice aspetto di evento scientifico ed evento umano. Cioè, appunto la storia del malato, che è allo stesso tempo storia dell’uomo e storia della malattia.

La narrazione, di qualsiasi tipo sia, ha il potere di plasmare l’esistenza e spesso si occupa di esistenza letta in chiave biografica perché è pressoché impossibile prescindere dal proprio vissuto. Raccontarla quindi ha potere ermeneutico perché le attribuisce un senso, normativo perché la modella, e congiuntivo perché consente di ipotizzare ciò che non è attuale. E il dato biografico, l’esistenza - l’uomo stesso, quindi - non possono prescindere dall’esperienza del corpo, così è importante dar credito e spazio a una narrazione che lo racconti e che, quando è malato, lo spieghi. È proprio qui che entra in campo la medicina narrativa ed così che questa collana vuole agire: spiegando il corpo e ascoltando il malato.

Parlare non solo tramite le sensazioni, ma anche tramite la scienza delle evidenze, quindi lasciare il giusto spazio “all’intelligenza delle emozioni” intesa come perfetta fusione dei saperi: il dato umanistico e quello scientifico. Entrambi con lo stesso fine, cioè svelare qualcosa che è rimasto taciuto e che, come insegna Ippocrate, il suo esser scoperto sia preferibile al rimanere ignoto. In questo modo, quindi, mettere a fuoco, oltre che i bisogni, anche l’esperienza e l’empirismo con cui si la affronta, per creare se possibile nuove strategie di intervento e rendere la sofferenza qualcosa di comprensibile, di condiviso, quindi una risorsa.

iDiamanti vuole permettere al corpo, anche se vessato, di essere una fonte di conoscenza e una voce da far parlare.

 

Primo titolo della collana sarà Una cauta sapienza. Il medico, la parola e la cura.

Seguiranno testi classici perché molti tra i più grandi narratori della storia furono medici e spesero pagine affascinanti sulla propria professione medica (Conan Doyle, Bulgakov, ecc.).

Si lasceranno poi parlare i racconti autobiografici dei malati.

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medicina narrativagiulio perrone editoreidiamanti
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