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Marketing
Grazie alla crisi il marketing si reinventa: ecco come

“Dire che grazie alla crisi un settore si sia rinforzato sembra un paradosso, ma questo è proprio quello che è successo al marketing” inizia così il suo commento Pablo Turletti, CEO e Managing Partner del ROI Marketing Institute (http://roimarketinginstitute.com)  un'organizzazione svizzera che ha come scopo l’insegnamento, la certificazione e la consulenza ad aziende, agenzie e professionisti del marketing di metodi e pratiche per misurare il contributo finanziario dei progetti di marketing. “Grazie al nostro punto di vista privilegiato abbiamo potuto osservare i cambiamenti e fare una fotografia della realtà più che mai positiva”.

“Come è risaputo una delle prime azioni che hanno fatto le aziende durante la crisi è stata quella di ridurre il budget di marketing, in alcuni paesi addirittura fino al 50%, ritenendo erroneamente che il risparmio avrebbe avuto un impatto positivo sul proprio conto economico” prosegue Turletti
“Questa soluzione nel breve periodo poteva essere quella vincente, ma alla lunga ha portato alla contrazione delle vendite e di conseguenza del business. Per convincere le aziende a investire in marketing anziché tagliare, il comparto ha reinventato se stesso dimostrando di essere un investimento piuttosto che un costo”.

“E’ nato così il ROI Marketing una pratica grazie alla quale il marketing  non si concentra più solo sulla comunicazione di messaggi alla ricerca di inviti all'azione, ma anche sulla misurazione del suo impatto sulla linea di fondo del business. In questo modo l’azienda è in grado di valutare le sue reali entrate di cassa (al contrario delle "valutazioni" tipiche dei progetti di comunicazione).

I marketing manager hanno presto scoperto che abbracciando il ROI Marketing possono dimostrare non solo il contributo della loro attività per la sostenibilità dell’azienda a tre dimensioni (economica, sociale e ambientale), ma anche avere uno strumento forte per la negoziazione del budget.

Dimostrando in “cash” il contributo che i loro progetti portano alle società, i Direttori Generali non possono più ridurre gli investimenti così facilmente. Ora c'è un costo opportunità che è quantificabile e quantificato. Trattando il marketing come un portafoglio di investimenti, le aziende possono valutare i progetti e le campagne in un modo diverso, un modo finanziariamente responsabile.

Di conseguenza, il settore del marketing nel suo complesso sta venendo fuori molto più forte dalla crisi di quanto si potesse prevedere e si sta rimodellando ed evolvendo ponendosi come un investimento e non come un costo” conclude Turletti.

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