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A Massimo Gramellini il premio "è giornalismo"

“Un professionista che ha saputo essere straordinaria sintesi del giornalismo ironico e pungente di Montanelli, di quello di inchiesta di Biagi, di quello di analisi di Bocca. E che, come fu per loro, unisce con successo l'attività di scrittore, dimostrata dai suoi libri costantemente ai vertici delle classifiche”. Così, nella tradizionale lettera-motivazione, la Giuria definisce Massimo Gramellini, vicedirettore del quotidiano La Stampa, nell'assegnargli il Premio e' Giornalismo 2014, che sarà consegnato giovedì in una cerimonia all'hotel Four Seasons di Milano, alla quale è previsto l' intervento di personaggi della cultura, dello spettacolo, della politica e, ovviamente, del giornalismo. 

Nella lettera-motivazione la Giuria (Giulio Anselmi, Mario Calabresi, Paolo Mieli, Gianni Riotta e Gian Antonio Stella e l'imprenditore Giancarlo Aneri, co-fondatore vent'anni fa) rileva che “il giornalismo è professione dalle mille sfaccettature se è vero che anche l'Enciclopedia Treccani, definendolo 'insieme delle attività e delle tecniche relative alla compilazione, redazione, pubblicazione e diffusione di notizie', rimane abbastanza nel vago. Nei suoi venti anni, il Premio e' Giornalismo ha voluto esplorare i vari aspetti di questo mondo, non solo per restare fedele all'idea che ispirò la sua fondazione con la convinta adesione di tre grandi giornalisti, così diversi fra loro, come Indro Montanelli, Enzo Biagi e Giorgio Bocca, ma anche per adeguarsi all'evoluzione dei tempi”. 

“Questa edizione del Premio – scrivono ancora i giurati - si è proposta di essere il compendio di tutto ciò, scegliendo la figura di un giornalista completo, che ha cominciato da cronista sportivo, è diventato commentatore politico, è stato inviato di guerra, ha infine assunto una posizione di vertice all'interno di un quotidiano importante come 'La Stampa', conservando e anzi ritagliandosi sempre più un ruolo di acuto osservatore e graffiante commentatore, sia in tv a 'Che tempo che fa' sia con il seguitissimo 'Buongiorno' sulla prima pagina del suo giornale”. 

Massimo Gramellini, torinese, nell'albo d'oro del Premio e' Giornalismo, succede a Curzio Maltese, Gianni Riotta, Gian Antonio Stella, Ettore Mo, Claudio Rinaldi, Natalia Aspesi, Francesco Tullio Altan, Antonio Ricci, Bill Emmott, Barbara Spinelli, Francesco Giavazzi, Fabio Fazio, Milena Gabanelli, Attilio Bolzoni, Sergio Romano, Mario Calabresi, Claudio Magris e Google.

 


ecco il testo della lettera di motivazione per l'assegnazione del premio 


Il giornalismo è professione dalle mille sfaccettature se è vero che anche l'Enciclopedia Treccani, definendolo “insieme delle attività e delle tecniche relative alla compilazione, redazione, pubblicazione e diffusione di notizie”, rimane abbastanza nel vago. 

Nei suoi venti anni, il Premio e' Giornalismo ha voluto esplorare i vari aspetti di questo mondo, non solo per restare fedele all'idea che ispirò la sua fondazione con la convinta adesione di tre grandi giornalisti, così diversi fra loro, come Indro Montanelli, Enzo Biagi e Giorgio Bocca, ma anche per adeguarsi all'evoluzione dei tempi. 

Questa edizione del Premio si è proposta di essere il compendio di tutto ciò, scegliendo la figura di un giornalista completo, che ha cominciato da cronista sportivo, è diventato commentatore politico, è stato inviato di guerra e ha infine assunto una posizione di vertice all'interno di un quotidiano importante come “La Stampa”, conservando e anzi ritagliandosi sempre più un ruolo di acuto osservatore e graffiante commentatore, sia in tv a “Che tempo che fa” sia con il seguitissimo “Buongiorno” sulla prima pagina del suo giornale. 

Oggi premiamo, dunque, un professionista che ha saputo essere straordinaria sintesi del giornalismo ironico e pungente di Montanelli, di quello di inchiesta di Biagi, di quello di analisi di Bocca. E che, come fu per loro, unisce con successo l'attività di scrittore, dimostrata dai suoi libri costantemente ai vertici delle classifiche.

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