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MediaTech

Il destino sembra già nel nome, Business Competence. E’ il 2007 quando Piero Iezzi, una vita nella tecnologia, fonda la società che lui stesso definiva one man show company.

facearound

Certo, ci vuole coraggio ad intraprendere in quel periodo: i subprime, oltreoceano, si sono già manifestati, e i segnali della crisi che avrebbe coinvolto tutta l’economia e la finanza si percepivano, almeno in filigrana, per chi fosse in grado di coglierli. Il resto è storia nota, ahimè, ma mentre il Pil cala e l’occupazione ed i consumi precipitano la creatura di Iezzi cresce, a due cifre l’anno.

La domanda sorge legittima: come è possibile? Si può, si può quando si risponde al mercato reale ed ai bisogni reali attraverso servizi necessari e/o appealing. Il mercato, fin qui, ha premiato Business Competence che ha archiviato il 2012 con un giro d’affari superiore a 2 milioni di euro. Risultati di tutto rispetto quelli conseguiti dalla costituzione della società attraverso i progetti in cui l’azienda ha reinvestito gli utili. Un prodotto l’anno come, altrove, si realizza e si pianifica una campagna pubblicitaria: in Business Competence, però, sono convinti che la promozione più efficace sia quella attraverso i progetti portati a compimento e resi disponibili sul marketplace. Come dire, dai fatti alle parole.

Finora, ma le sorprese sono nella pipeline…, Business Competence si è affermata principalmente grazie a Gooce, una integrazione di Facebook, Twitter e Linkedin in Google +, e a CRMe. In quest’ultimo caso siamo di fronte a qualcosa di più di un “solito” CRM (B2B): si tratta di una soluzione innovativa studiata per conoscere meglio i propri clienti operando ed agendo direttamente sui social network, oggi diventata la start up TheRealFace.

Ma è stato con Facearound che BC ha fatto bingo.
Faceaorund, una applicazione nata nell’ultimo trimestre del 2012, ha avuto un successo esponenziale. Oggi la app, approdata da pochi giorni su Apple Store, sta scalando le classifiche di gradimento degli utenti del mondo Apple ed è arrivata al primo posto nella categoria Social Network, oltre ad essersi collocata nel ranking delle prime 20 applicazioni più scaricate nella classifica generale.

Ma qual è stato il trigger per l’invenzione di Facearound? Verrebbe da dire che il punto di forza della nuova app si fonda su un punto di debolezza di Tripadvisor in cui ha incorporato i plus del couponing e della viralità. Una definizione (apparentemente) fumosa solo per geek? No, i social network, le loro applicazioni, siti come Tripadvisor ormai sono a portata di tutti i navigatori, anche i principianti. Facearound propone così una soluzione che evidenzia la identità del post di commento su Tripadvisor, inserendo anche un “deal” (offerta) che il ristorante piuttosto che l’albergo può modificare in tempo reale.

Si tratta di una soluzione efficace e flessibile destinata a rivoluzionare il mondo ed il modello del couponing, arrivando fino alla scomparsa dell’intermediario (i vari Groupon, Groupalia, Lets Bonus di turno) che su ogni deal andato a buon fine godono di una marginalità oscillante fra il 35 ed il 60%.

Social network e community sono parole e concetti sempre presenti nei discorsi e nelle attività di Piero Iezzi che è corretto definire un vero esperto sul campo di questi trend . Gli chiediamo una sua opinione su due megatrend del settore.

Partiamo con i Big Data. “Si parla tanto oggi di Big Data ma secondo me forse se ne sopravvaluta la portata. Se l’obiettivo dei Big Data, precisa Piero Iezzi, è raccogliere il maggior numero possibile di informazioni presenti in rete, resta poi aperto il problema di come selezionare e standardizzare l'enorme ed eterogenea mole di dati. Nell’incertezza generale data dalla crisi, emerge oggi più che mai l’esigenza di raccogliere più informazioni per poterle poi sfruttare meglio ma questo è un palliativo per crearsi una confidenza fittizia nel prendere decisioni. In proporzione, rispetto al passato, i dati in circolazione sono aumentati esponenzialmente ed è illusorio pensare di poterli conoscere e dominare avendone filtrato solo una parte. Il livello di incertezza, avendo in mano elementi comunque parziali rispetto all’infinità dei dati, è identico al passato! A monte resta il problema di base: bisogna tornare a processi decisionali già consolidati, a porsi come prioritaria la conoscenza del cliente e la conoscenza del mercato. Ma come posso arrivare a conoscere bene il cliente?

E’ di qualche giorno fa l’annuncio dell’ultima creatura di Facebook, Graph Search, una nuova ed ennesima trovata che, insinuano i maligni, Mark Zuckerberg ha tirato fuori dal cappello non tanto per gli iscritti ma in nome della creazione di valore aziendale per far riprendere un titolo a dir poco asfittico. “Nel mondo Web siamo passati dall’analisi della web reputation (che cosa dicono di me?), sottolinea Iezzi, alla necessità di sapere chi parla di me. Chi è il mio cliente? Eccoci arrivati all’importanza del mondo Social Network. Business Competence già tre anni fa ha colto questo aspetto e ha dato vita a CRMe. Oggi Facebook ci propone un servizio ancora parziale ma interessante per comprendere meglio i potenziali clienti. Insomma, siamo di fronte a un ritorno al passato, alla ri-fidelizzazione del cliente. Stiamo tentando, anche se solo “virtualmente”, di recuperare il rapporto di fiducia e conoscenza che una volta era una vera relazione personale, One to One.

Iezzi non fa anticipazione sui nuovi progetti cui sta lavorando. La cortina di ferro (o il firewall…) è più che

 legittimo: Business Competence fa della innovazione continua e del rilascio di nuovi progetti la sua valenza distintiva. Si elaborano in modo originale idee proprie: può bastare un particolare a far accendere la lampadina ad un Archimede concorrente.

Dalla rete di nuovo alla realtà: back to basics. BC prospera in un contesto storico di lavoro in calo e precario; di accesso al credito selettivo, limitato e complesso.
Come si muove l’azienda in uno scenario con questi lacci e lacciuoli (la definizione, d’antan ma attualissima, è di Guido Carli, ex governatore della banca d’Italia)?
In tema di lavoro e fidelizzazione delle risorse, afferma con orgoglio Piero Iezzi, vengono attribuite quote di ogni progetto vincente alle risorse coinvolte.

E il credit crunch? Business Competence non è stretta nella morsa del credito grazie alla possibilità di autofinanziamento ma Iezzi non nega l’apporto delle banche che alla società riconoscono una marcia in più che BC incorpora anche nel suo Dna, nella sua cultura d’impresa, attraverso la continua ricerca ed impegno nell’innovazione che è anche accettazione del rischio.

Quindi autosufficienza anche prospettica: nessun take over e nessun ricorso al mercato (leggi Borsa)?
Il tecnologo switcha in un abile diplomatico. “Progetti in questa direzione possono esserci sul lunghissimo periodo mentre la visione si riduce all’anno dopo. Diciamo che il mercato ci guarda”.

Giovanna Guzzetti

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