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hacker pirateria 400

La battaglia tra Usa e Cina finisce nella Rete. Dopo il New York Times, anche il Wall Street Journal è stato attaccato degli hacker al soldo di Pechino. Lo denuncia lo stesso quotidiano di Rupert Murdoch, secondo il quale le spie digitali cinesi si sono infiltrate nel sistema redazionale per verificare come la Bibbia di Wall Street, quotidiano più venduto negli Usa con oltre 2 milioni di copie, segua le notizie del colosso asiatico.

E' la seconda puntata dell'intrigo informatico iniziato con l'attacco al New York Times. Il giornale della Grande Mela ha rivelato che le prime infiltrazioni risalgono almeno allo scorso ottobre, quando il corrispondente da Shanghai David Barboza pubblicò un'inchiesta - subito censurata in Cina - sulla fortuna pari a 2,7 miliardi di dollari che avrebbe accumulato il premier cinese, Wen Jiabao, e la sua famiglia. Non si tratta di un attacco isolato, ma molto probabilmente imposto dall'alto. Il Nyt ha infatti confermato che i metodi utilizzati per infiltrarsi nel sistema del gionrnale sono gli stessi utilizzati dai militari cinesi.

Come era prevedibile, il governo cinese ha respinto le accuse, definendole "senza fondamento", e ha chiesto colaborazione agli Usa. Ad intervenire è il vice primo ministro, Li Keqiang, secondo il quale "si dovrebbe lavorare insieme sulle materie di interesse comune". Senza fare un riferimento preciso alle accuse di pirateria informatica mosse dai due quotidiani statunitensi, il vice premier cinese ha poi sottolineato durante l'incontro con Ed Royce, presidente del Comitato per gli Affari Esteri della Camera dei Rappresentanti, che Cina e Stati Uniti devono "aumentare la fiducia reciproca e gestire insieme differenze attriti".

Nelle scorse ore, due funzionari statunitensi hanno dichiarato che il governo Usa sta preparando un sistema di valutazione degli attacchi informatici, il National Intelligence Estimate (NIE) che rivelera' l'entità economica delle minacce ai sistemi informatici statunitensi, in particolare quelle provenienti dalla Cina. Secondo uno dei due funzionari interpellati, verrà rivelato anche il ruolo del governo cinese negli attacchi. "Dobbiamo mettere in chiaro con i cinesi -ha dichiarato il Segretario di Stato americano uscente Hillary Clinton- che non sono gli unici a produrre azioni di pirateria informatica, che gli Stati Uniti prenderanno provvedimenti per proteggere non solo il governo, ma anche il settore privato, da questo tipo di intrusioni illegali".
 

 

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