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La bambina virtuale che incastra i pedofili: arriva la prima condanna

 

Lo vedete questo volto? Per fortuna è di una bambina virtuale. Ma ha portato (per fortuna) alla condanna di un pedofilo. Sì, perché Sweetie - questo il suo nickname - è stata creata dall'organizzazione Terre des Hommes apposta per identificare i pedofili che usano la rete, le chat e le webcam per adescare ragazzini e ragazzine. Adesso è arrivata la prima condanna. Un uomo australiano è stato giudicato colpevole a causa delle sue conversazioni spinte avute proprio con Sweetie. "E' un precedente molto importante", dice Hans Guijt, membro di Terre des Hommes e tra i padri della bambina virtuale. 

Sweetie si è presentata in decine di chat per quello che la sua immagine racconta: una bambina filippina di nove anni. Un'esca, per fortuna virtuale, che ha attirato più di mille uomini provenienti da 72 Paesi. Alcuni sono stati identificati e arrestati. La prima condanna, ai danni di un uomo di Brisbane, è per certi versi rivoluzionaria. Perché non tiene conto del fatto che la bambiana, in realtà, non esiste. La sentenza afferma infatti che la cosa più importante è credere che si tratti di una bambina di 9 anni. E questo per la legge Australiana basta.  

"Volevamo dimostrare che le forze dell'ordine non devono aspettare le denunce. Sono fondamentali indagini con metodi proattivi. Com Sweetie - racconta Guijt - abbiamo dimostrato quanto sia relativamente facile rilevare, identificare e arrestare chi trasgredisce la legge approcciando sessualmente una bambina"

L'uomo incastrato da Sweetie aveva già dei precedenti di abusi sui minori. Le conversazioni oscene sono state uno degli elementi che hanno portato alla condanna, assieme al possesso di materiale pedopornografico e la violazione delle restrizioni precedenti. 

@paolofiore

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pedofiliarealtà virtualecondannadiritti
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