Banda larga/ Il tavolo tecnico di Romani? Inutile. In realtà gli operatori punteranno sulle reti mobili LTE

Venerdì, 25 giugno 2010 - 17:54:00

romani
Paolo Romani
Strette di mano, sorrisi, tanti bei discorsi su piani condivisi, infrastrutture comuni e coinvolgimenti degli enti locali. Ecco la sintesi dell'incotro che ha inaugurato il tavolo tecnico sulla banda larga alla presenza del viceministro per le Comunicazioni Paolo Romani e degli ammnistratori delegati di Telecom Italia, del consorzio Fibra per l'Italia (Vodafone, Wind, Fastweb e Tiscali), di Bt Italia e di 3 Italia. Ancor più in sintesi: nulla di fatto.

Il problema, dicono gli osservatori, è soprattutto la riottosità di Telecom a sostenere il piano del consorzio di concorrenti per dotare l'Italia di una rete in fibra ottica che renda finalmente la banda larga una realtà accessibile a tutti, nonostante il Governo abbia esplicitamente richiesto l'adesione dell'ex monopolista per appoggiare concretamente il progetto.
Ma nei corridoi dei principali operatori tlc nazionali c'è chi mormora un'altra verità, e cioè che la fibra ottica sarebbe in realtà solo un pretesto per coinvolgere proprio Telecom Italia in un piano di sviluppo della banda larga a più ampio raggio, in cui le reti in fibra ottica esistenti di Fastweb e Telecom (ma anche Bt Italia e Wind) integrino le future reti mobili basate sulla tecnologia LTE, ulteriore evoluzione dell'Umts in grado di far viaggiare dati fino a 100 Mbps in download e 50 Mbps in upload.

Una soluzione implementabile a costi decisamente più contenuti rispetto a quelli del ventilato cablaggio in fibra ottica delle città italiane. In questo contesto, i veri capofila del piano sarebbero Vodafone e Wind, accanto alla stessa Telecom, se quest'ultima aderisse: la prima sta già attivando sperimentalmente l'LTE in alcune aree remote d'Italia come parte del progetto per ridurre il digital divide in quelle zone non raggiunte dall'Adsl, mentre la seconda ha recentemente annunciato un accordo con Huawei, fornitore cinese di infrastrutture di rete, per il potenziamento dei servizi HSPA+, LTE e IP in fibra ottica.

Anche Telecom Italia ha annunciato un accordo con Alcatel per lo sviluppo della tecnologia LTE, su cui sta già conducendo dei test sulla città di Torino. Ovviamente, la nuova tecnologia richiede investimenti sulle infrastrutture che, soprattutto di questi tempi, gli operatori sarebbero ben felici di condividere.

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