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draghiMario Draghi, presidente della BCE

Banche centrali di mezzo mondo in allarme. La preoccupazione, questa volta, non arriva dalle manovre speculative sui mercati internazionali, ma dal bitcoin, la moneta virtuale e open source di internet, le cui quotazioni (ovviamente non ufficiali) hanno toccato i 16.37 dollari, contro i 5,88 dollari di due mesi fa. Le "quotazioni" fanno riferimento al cambio applicato dal sito Mt. Gox, la principale piattaforma di cambio di bitcoin. Ma le fluttuazioni di questa moneta sono all'ordine del giorno: a novembre 2011 valeva 2,14 dollari, mentre cinque mesi prima era a 29,58 dollari. Del resto, proprio il fatto di essere svincolata dal controllo di una banca centrale espone questa moneta al rischio di variazioni arbitrarie da parte proprio dei siti di cambio.

Creata nel 2009 da Satoshi Nakamoto, pesudonimo dietro il quale si cela un anonimo programmatore, il bitcoin è una moneta elettronica criptata e basata sul protocollo peer-to-peer che - si legge su Wikipedia - "non fa uso di un ente centrale" e "utilizza un database distribuito tra i nodi della rete che tengono traccia delle transazioni e sfruttano la crittografia per implementare le caratteristiche più importanti come il fatto di permettere di spendere bitcoin solo al legittimo proprietario, e di poterlo fare una volta sola". Attraverso un complesso modello matematico, il limite di bitcoin in circolazione è fissato a 21 milioni, il che, nelle intenzioni dei suoi creatori, esclude la possibilità di generare nuova moneta per ridistruibuire ricchezza attraverso il meccanismo dell'inflazione.

Lo scorso ottobre la Banca Centrale Europea ha espresso in un report la preoccupazione sull'impatto negativo che il bitcoin può avere sulla reputazione delle banche centrali. Risultato: subito dopo l'utilizzo del bitcoin è cresciuto, così come la sua quotazione, schizzata a +55%. Da novembre, ha annunciato Bitcoin Inc. (una società di gestione di pagamenti in bitcoin che recentemente ha raccolto un giro di finanziamenti per 510mila dollari), le aziende che ricorrono ai suoi servizi sono aumentate di quasi il 50% superando quota 2mila. La stessa Wikipedia accetta donazioni in bitcoin, così come la rete di blog WordPress ma anche siti di ecommerce, legali o meno (una nota piattaforma di vendita di sostanze stupefacenti adotta il bitcoin come unico sistema di pagamento).

"Ovvio che la BCE sia preoccupata", commenta a Bloomberg Steve Hanke, professore alla Johns Hopkins University di Baltimora che in passato ha collaborato alla realizzazione dei nuovi sistemi monetari in paesi come Argentina e Bulgaria. Che aggiunge: "Credo sia una sfida competitiva, Forse le monete vituali saranno così convenienti che rappresenteranno una sorpresa per la loro facilità di utilizzo".

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