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Riuscire a stare al passo con i cambiamenti guidati dalla tecnologia rappresenta per le aziende europee una sfida decisamente difficile da vincere: un ulteriore segnale che mostra come Eurolandia perda sempre più punti nella corsa verso la contemporaneità. Lo conferma una ricerca condotta da Coleman Parkes Research per conto di Ricoh Europe., Dallo studio emerge anche che l'’82% dei dipendenti delle imprese europee si lamenta che il proprio modo di lavorare è ormai superato e non consente di raggiungere i livelli di efficacia e di efficienza che si potrebbero invece ottenere. Il che ha un impatto sulla capacità delle aziende di aumentare il fatturato e i profitti e di rispondere alle esigenze dei clienti in futuro. L'indagine è stata condotta mediante 1.075 interviste ad alti dirigenti (C-Class), direttori e altri dipendenti di organizzazioni di dimensioni grandi (oltre 1.000 dipendenti), medie (500-999 dipendenti) e piccole (con meno di 500 dipendenti) situate in Belgio, Francia, Germania, Italia, Paesi Bassi, Svezia, Finlandia, Norvegia, Danimarca, Spagna, Svizzera, Regno Unito e Irlanda. Le aziende considerate operano in differenti settori: istruzione, legale, servizi/energia, sanità, servizi pubblici, commercio al dettaglio, produttivo e servizi finanziari.

Il report rivela in che modo, secondo i dipendenti, le aziende potrebbero vincere le sfide attuali riuscendo a creare un ambiente di lavoro sempre più globale, mobile e collaborativo.Secondo gli intervistati, la questione va oltre la semplice adozione di nuove tecnologie e di tool per la collaboration. Soltanto l’1% cita gli strumenti per la collaborazione e appena il 4% afferma che maggiori investimenti in nuove tecnologie si tradurrebbero in un impatto positivo sui processi alla base della loro attività. I dipendenti consigliano piuttosto di rivedere con maggior frequenza le modalità operative e di aumentare la sponsorship del top management al fine di massimizzare i miglioramenti ai processi documentali introdotti in aree quali il reparto finance, le risorse umane e l’ufficio acquisti.

Dalla ricerca emerge un divario tra la percezione degli executive e la situazione reale dei dipendenti sul posto di lavoro. Oltre il 90% della C-Class e dei direttori afferma che l’opinione dei dipendenti viene debitamente tenuta in considerazione e che essi ricevono la formazione adeguata in concomitanza con l’introduzione di nuovo hardware o software: Peccato che non tutti i dipendenti siano di questo avviso. Il 23% nega dice di essere coinvolto prima e dopo l'introduzione di una nuova tecnologia e il 24% afferma di non ricevere formazione.

Al centro di ogni azienda ci sono le persone, e i dipendenti chiedono chiaramente all’alta direzione di comprendere in modo più approfondito i processi alla base delle attività quotidiane. I business leader dicono di essere consapevoli dell’importanza di un piano di change management quando si introducono nuove modalità di lavoro, ma poi sembra che in molte aziende europee questo piano non venga attuato. Il risultato è che i dipendenti si sentono esclusi dalle decisioni che hanno un impatto significativo sul loro modo di lavorare e le aziende corrono il rischio di non riuscire a valorizzare le potenzialità dei nuovi investimenti” – afferma Carsten Bruhn, Executive Vice President di Ricoh Europe.“Alle aziende si presenta l’opportunità di ascoltare maggiormente i propri dipendenti, di coinvolgerli in tutte le fasi del progetto e di massimizzare le loro conoscenze ed esperienze. Dal momento che sono le persone a gestire quotidianamente i documenti, esse sono una risorsa importante che dovrebbe avere un ruolo di primo piano in ogni progetto volto al miglioramento dei processi documentali”.

Milo Goj

Tags:
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