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MediaTech
Facebook, su pornografia e terrorismo ci sono nuove regole

Facebook scende in campo per chiarire quali siano i contenuti ammessi nel social network. Una presa di posizione in scia a quella di Twitter contro il revenge porn. Monicka Bickert, attraverso un intervento richiama gli Standard della Comunità da tempo esistenti su Facebook e in parte li aggiorna. Si sofferma su "autolesionismo, alle organizzazioni pericolose, al bullismo, alle attività criminali, alla violenza sessuale, alla nudità, ai discorsi che incitano all'odio e ai contenuti violenti ed espliciti". L'obiettivo è contribuire a mantenere la sicurezza, incoraggiare un comportamento rispettoso, tenere al sicuro il proprio account e la privacy, proteggere la proprietà intellettuale.

"Imponiamo anche delle limitazioni alla pubblicazione di immagini di nudità. È nostra intenzione rispettare il diritto delle persone di condividere contenuti importanti per loro, siano essi fotografie di una scultura come il David di Michelangelo o foto di famiglia di una madre che allatta al seno il figlio", spiega Monica Bickert. E aggiunge: "Rimuoviamo le foto di persone che mostrano i genitali o si concentrano su glutei completamente esposti. Limitiamo anche alcune immagini del seno femminile se sono inclusi i capezzoli, ma permettiamo sempre le foto di donne che allattano o che mostrano il seno con le cicatrici conseguenti a una mastectomia. Permettiamo anche le foto di pitture, sculture e altre forme di arte che rappresentano figure nude".

Fb e il tema della sicurezza: "Alle organizzazioni con precedenti di terrorismo o attività criminali violente non è consentito mantenere una presenza sul nostro sito". Facebook non transige: "Rimuoviamo i contenuti che esprimono supporto a quei gruppi che sono coinvolti nei comportamenti violenti, criminali o pieni d'odio già menzionati. Supportare o lodare i capi di queste stesse organizzazioni, o legittimare le loro attività violente, non è permesso".

Sui contenuti che incitano all'odio "Facebook non consente i contenuti che incitano all'odio, ma attua una distinzione tra contenuti seri e meno seri. Se da un lato incoraggiamo gli utenti a mettere in discussione idee, eventi e linee di condotta, non consentiamo la discriminazione di persone in base a razza, etnia, nazionalità, religione, sesso, orientamento sessuale, disabilità o malattia".

"Alle volte gli utenti condividono discorsi altrui di incitamento all'odio allo scopo di aumentare la consapevolezza. In questo caso, ci aspettiamo che gli utenti indichino chiaramente il proprio scopo", dice la Bickert.

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