A- A+
MediaTech

Il futuro dell'hi-tech passa da un foglio di carbonio spesso un atomo. Non è un caso se l'Unione europea ha lanciato a Bruxelles la Flagship "Graphene", uno dei due progetti (l'altro è il cervello artificiale) scelti tra le iniziative su cui lavorerà nei prossimi dieci anni la comunità di ricercatori di tutto il continente, grazie a un finanziamento di un miliardo di euro. Obiettivo è sviluppare le potenzialità del grafene e di altri materiali bidimensionali, destinati a rivoluzionare molti settori industriali e a generare sviluppo economico su scala europea.

Fra i principali coordinatori dell'iniziativa c'è il Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr), che guiderà le attività di Graphene dedicate ai settori energetico e dei materiali compositi. Il grafene è sotto la lente della comunità scientifica mondiale fin dai primi rivoluzionari esperimenti che meno di dieci anni fa portarono alla sua scoperta, premiati con il Nobel per la fisica nel 2010 a Andre Geim e Kostya Novoselov. Questo stupefacente materiale, che fa della versatilità uno dei suoi punti di forza, è da molti indicato come la piattaforma di partenza per profonde innovazioni tecnologiche in numerosi settori.

samsung flessibileUn prototipo di smartphone flessibile di Samsung: la casa coreana è leader mondiale nei brevetti sul grafene

L'Europa deve impegnarsi nel recupero di un gap che la vede oggi in svantaggio rispetto alla Cina, che negli ultimi cinque anni ha registrato oltre 2.200 brevetti legati al grafene, agli Stati Uniti (1.754 richieste di brevetto) e alla Corea del Sud (1.160): università e imprese del Vecchio continente, in questo periodo, hanno infatti registrato meno di 500 brevetti. Ed è significativo il fatto che Samsung abbia depositato finora ben 407 brevetti su questo materiale, il triplo rispetto a IBM, il che lasciua intendere l'interesse del colosso coreano per la realizzazione di dispositivi mobili (smartphone, ma non solo) che possano essere piegati e messo in tasca come un foglio di carta (o quasi).

"'Graphene' è il più ambizioso programma di ricerca congiunto mai messo in campo dall'Ue: coinvolge 126 gruppi di ricerca tra enti, università e industrie in 17 paesi", spiega Luigi Ambrosio, direttore del dipartimento Scienze chimiche e tecnologie dei materiali del Cnr; "Le attività, suddivise in 15 aree strategiche, seguiranno una roadmap che porterà il grafene dai laboratori di ricerca alla vita di tutti i giorni con applicazioni in elettronica, ottica, dispositivi flessibili, fino ai materiali compositi e alle batterie di nuova concezione. Cosa si attende da quella che è stata definita 'la nuova rivoluzione basata sul carbonio'? Ad esempio elettronica di consumo veloce, resistente e flessibile come 'la carta elettronica' o cellulari indossabili e pieghevoli, aerei più leggeri ed energeticamente efficienti. Più a lungo termine, innovazioni per le strategie di calcolo e in applicazioni mediche inedite come le retine artificiali".

Di questa Flagship il Cnr è stato il rappresentante per l'Italia e uno dei primi proponenti, d'intesa con le università di Chalmers, Manchester, Lancaster e Cambridge, le aziende Amo GmbH e Nokia, l'Istituto Catalano di Nanotecnologia e l'European Science Foundation. Il progetto coinvolge ora anche altri partner italiani quali Fondazione Bruno Kessler, Istituto Italiano di Tecnologia, Università di Trieste, Politecnico Torino, Politecnico Milano e STMicroelectronics. In particolare, il Cnr coordinerà due attività strategiche.

Le ricerche dedicate ai materiali compositi saranno coordinate da Vincenzo Palermo dell'Istituto per la sintesi organica e la fotoreattività (Isof-Cnr). "Il grafene è il materiale più sottile che esista in natura", spiega il ricercatore; "La sua forma, resistenza e stabilità - ha aggiunto - possono essere utilizzate per creare materiali mai visti prima, provocando una rivoluzione simile a quella causata nel secolo scorso dall'utilizzo dei polimeri per produrre plastica".

Sarà invece Vittorio Pellegrini, dell'Istituto nanoscienze del Cnr (CnrNano), a guidare le attività dedicate allo sviluppo di sistemi per applicazioni energetiche. "Batterie al grafene potrebbero durare più a lungo, avere tempi di carica più veloci, immagazzinare più energia e potrebbero essere usate nelle future auto elettriche", commenta il ricercatore: "Il reticolo di carbonio potrebbe essere usato come una sorta di rete nanoscopica ideale per lo stoccaggio di idrogeno in modo efficiente ed economico".

Tags:
europagrafenebrevettisamsungcnr
Loading...

i più visti

casa, immobiliare
motori
Gladiator: design autenticamente Jeep

Gladiator: design autenticamente Jeep


Testata giornalistica registrata - Direttore responsabile Angelo Maria Perrino - Reg. Trib. di Milano n° 210 dell'11 aprile 1996 - P.I. 11321290154

© 1996 - 2021 Uomini & Affari S.r.l. Tutti i diritti sono riservati

Per la tua pubblicità sul sito: Clicca qui

Contatti

Cookie Policy Privacy Policy

Cambia il consenso

Affaritaliani, prima di pubblicare foto, video o testi da internet, compie tutte le opportune verifiche al fine di accertarne il libero regime di circolazione e non violare i diritti di autore o altri diritti esclusivi di terzi. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso del materiale riservato, scriveteci a segnalafoto@affaritaliani.it: provvederemo prontamente alla rimozione del materiale lesivo di diritti di terzi.