Intervista/ Klaus Davi ad Affaritaliani: "I giornali cartacei? Costano troppo"

Venerdì, 2 gennaio 2009 - 10:30:00

di Nicole Cavazzuti


Klaus Davi
"Nelle grandi città non c'è alternativa a una maggiore sensibilità ambientale perché la situazione è davvero critica. La frenata dell'economia? Può essere un bene, aiuta a riequilibrare i valori: ma gli italiani non rinunceranno ai piaceri tipici della nostra cultura, come la buona cucina". Klaus Davi, massmediologo ed esperto di tendenze e comunicazione, anticipa per Affaritaliani personaggi e fenomeni del nuovo anno. Dai nuovi Dolce & Gabbana alla crisi dei giornali. "Facebook conquisterà gli over 40. Il politico emergente? Il leghista Cota".

Dopo l’avvento di Second Life, il 2008 è stato l’anno di Facebook. Il boom è destinato a durare nel corso del 2009?
“In genere nel mondo delle tecnologie tutte le mode sono molto rapide, ma penso che nei prossimi mesi continueranno a aumentare gli iscritti su Facebook. Dopo aver conquistato giovani e i giovanissimi saranno sempre di più gli over 40 che si avvicineranno a questo nuovo strumento”.

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Dalla tecnologia alla cura dell’ambiente: gli italiani diventeranno più ecosostenibili nel 2009?
“Dipende dalla situazione specifica. Nelle grandi città come Milano e Roma si sta assistendo tra i cittadini a una crescita di sensibilità per i temi ambientali, anche perché la situazione è davvero critica, basti pensare all’esplosione dei casi di allergie che si sono verificati negli ultimi anni. la gente sta cominciando a sperimentare sulla propria pelle le conseguenze di uno stile di vita spregiudicato. Insomma: non c’è alternativa e la cura dell’ambiente diventa una priorità in modo naturale. Meno coscienti del problema sono forse ancora oggi gli abitanti dei paesi e dei piccoli centri, dove la qualità della vita è alta e l’inquinamento è ridotto. Ma in generale ci stiamo sensibilizzando sul tema”.

La crisi economica che impatto avrà sullo stile di vita degli italiani?
“Premesso che la crisi la percepiremo proprio nel 2009 e che fino adesso non abbiamo ancora visto il peggio, credo che gli italiani rinunceranno sì ai beni superflui, ma senza privarsi dei piaceri tradizionali tipici della nostra cultura, come la qualità delle materie prime in cucina. Per cui prevedo che si andrà meno al ristorante, ma che si continuerà ad acquistare buoni prodotti per le nostre tavole. A soffrire di più saranno il settore fashion e il mercato delle automobili. Detto questo, ci sono degli aspetti positivi nella crisi economica: potrebbe servire a rivedere i propri obbiettivi e valori”.

Nonostante lo scenario poco promettente emergeranno nuovi nomi nel mondo della Moda?
“Credo di sì: sarà l’anno di Tommaso Aquilano e Roberto Rimondi, conosciuti per il marchio di tendenza 6267. Ad aprile hanno preso il posto dello svedese Lars Nilsson al vertice creativo della maison Ferrè e sono sicuro sfonderanno. Li definirei i nuovi Dolce & Gabbana. Inoltre credo che si sentirà parlare molto di Ermanno Scervino, tra gli stilisti più interessanti delle ultime sfilate”.

In America diversi colossi dell’editoria, primo tra tutti il New York Times, sono con l’acqua alla gola: cosa dobbiamo aspettarci dall’industria dell’editoria per il 2009? Scompariranno i quotidiani cartacei?
“Non in tempi così rapidi. Sulla breve distanza credo che la carta reggerà, anche se il prezzo dei quotidiani è troppo alto e non gioca a favore della loro diffusione. La gente ha smesso di comprarli perché in tempo di ristrettezze 30 euro al mese in più o in meno –che sono 60 mila lire- fanno la differenza. Nonostante questo ho sentito parlare dell’ipotesi di alzarne il prezzo a 1,20 euro: mi sembrerebbe davvero eccessivo. Gli editori dovrebbero trovare altri strumenti per sostenere i costi, altrimenti l’impatto sulle vendite potrebbe essere estremamente forte”.

In questo scenario si rafforzerà di conseguenza il mercato della free-press?
“Sì, i lettori sono già in crescita. Ma non saranno solo rose e fiori: anche la free press risentirà del calo pubblicitario dovuto alla crisi”.

Ad avere la meglio sarà quindi il mercato dell’informazione online?
“L’incremento dei lettori c'è, ma non si traduce attualmente in un incremento degli investimenti pubblicitari. E nel 2009 la crisi economica non aiuterà”.

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