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"Hanno ucciso L'Unità". L'addio con pagine bianche di protesta

"Hanno ucciso l’Unità". È il titolo a tutta pagina del penultimo numero in edicola. Quindi, sfogliando dentro ecco due pagine sulla decisione dell’assemblea della Nie, la società editrice. E pure un editoriale del direttore Luca Landò che scrive delle colpe del Pd su questa vicenda. "La verità, inutile girarci intorno, è che il Pd non ha fatto molto per impedire che l’Unità cadesse di nuovo nel buio della chiusura".

Domani, aggiunge il direttore, "uscirà l’ultimo numero di questo giornale. Oggi invece troverete soltanto pagine bianche: sono pagine di protesta, ovviamente, ma soprattutto di allarme. Per spiegare, senza troppi giri di parole, come sarà il mondo dell’informazione senza la voce dell’Unità".

Addio a L'Unità, dal primo agosto sospenderà le pubblicazioni - "Dopo tre mesi di lotta ci sono riusciti: hanno ucciso l'Unità. I lavoratori sono rimasti soli a difendere una testata storica. Gli azionisti non hanno trovato l'intesa su diverse ipotesi che avrebbero comunque salvato il giornale. Un fatto di gravità inaudita". Così un comunicato del Cdr annuncia che dal primo di agosto L'Unità non sarà più in edicola. La decisione è stata comunicata dalla società con una nota di due righe e mezzo: "I liquidatori di Nuova Iniziativa Editoriale Spa in liquidazione, società editrice de L'Unità, a seguito dell'Assemblea dei soci tenutasi in dato odierna comunicano che il giornale sospenderà le pubblicazioni a far data dal 1 agosto 2014".

Il comunicato del comitato di redazione intitolato "Fine della Corsa" appare sul sito del quotidiano fondato da Antonio Gramsci. "Un fatto di gravità inaudita, che mette a rischio un'ottantina di posti di lavoro in un momento di grave crisi dell'editoria. I lavoratori agiranno in tutte le sedi per difendere i propri diritti. Al tempo stesso, con la rabbia e il dolore che oggi sentiamo, diciamo che questa storia non finisce qui. Avevamo chiesto senso di responsabilità e trasparenza a tutti i soggetti, imprenditoriali e politici. Abbiamo ricevuto irresponsabilità e opacità. Questo lo grideremo con tutta la nostra forza. Oggi è un giorno di lutto per la comunità dell'Unità, per i militanti delle feste, per i nostri lettori, per la democrazia. Noi continueremo a combattere guardandoci anche dal fuoco amico".

"Oggi è il giorno della verità", aveva scritto stamane il comitato di redazione del giornale. "Il giorno in cui i soci della Nie e i liquidatori dovranno assumersi la responsabilità sul futuro del giornale. Ieri abbiamo avuto un ulteriore incontro con i rappresentanti dell’Editoriale Novanta. In questo incontro è emersa la concreta possibilità di aprire un confronto costruttivo per una rapida conclusione delle intese necessarie a garantire la continuità aziendale, la salvaguardia dei livelli occupazionali e il pagamento delle spettanze arretrate dei lavoratori".

"In questi mesi", continuava la nota del Cdr, "pur non ricevendo stipendi, abbiamo garantito l’uscita in edicola de l’Unità, tutelando così il patrimonio della testata e il rapporto con la comunità dei nostri lettori. Lo stesso senso di responsabilità chiediamo oggi a chi è chiamato a prendere decisioni che riguardano la vita del quotidiano fondato novant’anni fa da Antonio Gramsci". Alla notizia della comunicazione delle sospensioni del giornale, il vicedirettore Pietro Spataro ha scritto su Twitter un messaggio piuttosto polemico, riferendosi anche al governo Renzi.

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