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Perde un pezzo importante della sua storia la stampa cattolica. La crisi dell’editoria non risparmia nessuno e questa volta, a farne le spese, sono due storiche riviste del mondo cattolico italiano: “Il Regno” e “Settimana”. I costi di gestione troppo alti e il calo degli abbonamenti hanno portato il Centro editoriale dehoniano di Bologna, che edita i due giornali da sempre vicini al cattolicesimo democratico, alla decisione di bloccare le rotative entro la fine del 2015. “Una scelta sofferta – ha detto Gianfranco Brunelli, direttore de “Il Regno” – che indebolisce la nostra presenza nella Chiesa italiana e nel dibattito civile. E tuttavia inevitabile, malgrado tutti gli sforzi di questi ultimi anni per evitarla”. La volontà di cessare le pubblicazioni delle riviste è arrivata dopo una lunga discussione che ha visto la proprietà, la Provincia dell’Italia settentrionale dei dehoniani, costretta a dover scegliere tra il rischio di continuare le pubblicazioni, con un sempre più alto aggravio per il proprio bilancio, e la preoccupazione crescente di dover presto o tardi chiudere anche la casa editrice. “Capisco benissimo le ragioni – continua Gianfranco Brunelli –. Ma bisogna considerare anche altre questioni. Chiudere nel momento in cui il pontificato di papa Francesco rilancia lo spirito e la forma del Concilio Vaticano II, di cui questa rivista è stata tra i protagonisti, ha qualcosa di paradossale oltre che di doloroso. Come direttore mi auguro che questa storia possa proseguire in altro modo e in altra forma”.

“Il Regno”, quindicinale di attualità e documenti, è nato nel 1956 da una precedente pubblicazione per i benefattori della Congregazione dei dehoniani, per circa sessant’anni il periodico ha raccontato i cambiamenti che si sono susseguiti nella società e nella chiesa cattolica a partire dal rinnovamento iniziato con il Concilio Vaticano II. Da “Il Regno” sono poi scaturite le edizioni dehoniane Bologna e le altre riviste che oggi compongono il Centro editoriale dehoniano. I temi trattati hanno riguardato l’attualità ecclesiale internazionale, la dimensione ecumenica, la proposta teologica, il dialogo con la cultura laica e accademica e l’impegno allo sviluppo politico e civile.

Tutt’altra storia invece per “Settimana”. In origine il giornale si chiamava “Settimana del clero” ma nel 1965 viene acquisita dai dehoniani che lo rilanciano facendone il più diffuso settimanale fra i preti italiani. A decretare la riduzione degli abbonamenti in questo caso ha influito non solo il “profondo mutamento del comparto dei media che penalizza la comunicazione cartacea, ma anche il restringersi del bacino di utenza del personale ecclesiale” ha fatto sapere l’editore in una nota. La decisione per ora è irreversibile e nelle due redazioni è cominciato il conto alla rovescia in vista del 31 dicembre. “Termina una strada – spiega l’editore – ma non il cammino”. E in tanti, anche qui, sperano nella divina provvidenza dell’informazione on line. (Dino Colazzo)

Fonte: Redattore Sociale

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