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Nella classifica mondiale della liberta' di stampa, diffusa da Reporter senza frontiere (Rsf), l'Italia si piazza al 57mo posto e, anche se recupera quattro posizioni rispetto all'anno scorso, si trova comunque dopo Botwana, Niger, Burkina Faso e Sudafrica. Per il terzo anno consecutivo, la palma d'oro per la liberta' di stampa va alla Finlandia; seguono Olanda e Norvegia.

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Nonostante siano stati considerati molti criteri, che vanno dalle legislazioni in materia degli Stati alla violenza contro i giornalisti, i Paesi democratici occupano la testa della classifica, mentre quelli dittatoriali le ultime tre posizioni (le stesse dell'anno scorso): Turkmenistan, Corea del Nord, Eritrea.

Molto male anche Siria, Somalia, Iran, Cina, Vietnam, Cuba, Sudan e Yemen, che risultano tra gli Stati meno rispettosi della liberta' di stampa tra i 179 presi in considerazione. In generale, comunque, dopo le cosiddette Primavere arabe e gli altri movimenti di protesta che hanno causato molti 'saliscendi' nella classifica dello scorso anno, la Classifica della Liberta' di Stampa 2013 di Reporter senza frontiere segna un "ritorno alla normalita'". La classifica "non prende in considerazione diretta il tipo di sistema politico; risulta chiaro tuttavia che le democrazie offrono una migliore protezione alla liberta' al fine di produrre e far circolare notizie e informazioni accurate, rispetto ai Paesi dove i diritti umani vengono spesso sbeffeggiati", ha dichiarato il segretario generale di Rsf Christophe Deloire, "nelle dittature gli organi di informazione e le famiglie dei rispettivi staff sono esposti a rappresaglie spietate, mentre nelle democrazie i media devono fare i conti con le crisi economiche del settore e i conflitti di interesse. Le loro situazioni non sono sempre confrontabili, ma dovremmo a ogni modo rendere omaggio a tutti coloro i quali resistono alla pressione, sia essa aggressivamente concentrata, individuale o generalizzata".

Tra le grandi ascese, Rsf segnala il Malawi (che ha registrato il piu' grande balzo in avanti nella classifica, ritornando quasi alla posizione che aveva prima degli abusi compiuti al termine dell'amministrazione Mutharika), la Costa d'Avorio (che sta uscendo dalla crisi post-elettorale tra i sostenitori di Laurent Gbagbo e quelli di Alassane Outtara, e ha scalato la classifica, guadagnando la sua posizione migliore dal 2003). E poi la Birmania, che ha proseguito la sua ascesa iniziata con lo scorso anno,l'Afghanistan, con una significativa salita grazie al fatto che non vi sono giornalisti in carcere. Peggiora invece la situazione in Mali, che ha registrato la perdita di posizioni piu' grande di questa classifica, risultato di tutti i tumulti vissuti nel 2012. Il colpo militare a Bamako del 22 marzo e la presa di potere al Nord da parte di islamisti armati e separatisti Tuareg hanno esposto i media di quella zona a censura e violenza. E ancora, male anche la Tanzania, l'Oman, Israele (per la presa di mira militare contro i gornalisti della Palestina), il Giappone, la Malesia e la Camboglia.

La classifica completa dei Paesi e gli approfondimenti del dossier di Rsf sono stati pubblicati sul sito di Reporter senza frontiere.

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