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Orecchio bionico e protesi a 30 $: la stampa 3D rivoluziona la medicina

Protesi meccaniche per le mani, braccia robotiche azionate col pensiero. E poi trachee artificiali, un orecchio bionico e piccoli strumenti di uso quotidiano studiati per aiutare le persone con difficoltà: la seconda edizione della “Maker Faire Rome”, che si è appena chiusa a Roma, ha dedicando ampio spazio alle straordinarie potenzialità offerte dalle stampanti 3D in campo medico e assistenziale, frutto di sperimentazioni pionieristiche o progetti open source.

Ad illustrarle, inventori e luminari internazionali comeGlenn Green, professore di otorinolaringoiatria infantile alla University of Michigan, cheha impiantato una trachea stampata in 3Da Kaiba Gionfriddo, una paziente di appena sei settimane di vita colpita da malacia bronchiale, rara ostruzione delle vie polmonari. Eseguita una Tac agli organi per valutarne le dimensioni, lo staff di Green ha progettato l'impianto al computer, poi stampato con polvere di Policaprolattone (PCL), composto biocompatibile che degrada facilmente e che può essere espulso una volta guarita la lesione.

Erle Austin, cardiochirurgo dell'Università di Louisville (USA),ha pianificatoun'operazione riproducendo un prototipo 3D del cuore del piccolo Roland Cung Lian Bawi (14 mesi), nato con un complesso difetto cardiaco congenito. Dall'immagine di una Tac, è stato progettato un modello più grande di 1,5 volte rispetto le dimensioni effettive dell'organo, ottenuto con una stampante consumer presso il Centro di Prototipazione Rapida universitario, con circa 20 ore di lavorazione. “Un punto di svolta nella pianificazione di interventi chirurgici", ha dichiarato Austin.

Interessante anche l'impresa di Michael McAlpine,assistente professore di ingegneria meccanica della Princeton University. Ha creato un orecchio bionicocollegando un'antenna artificiale a cellule e nanoparticelle coltivatedopo essere state impresse da un comune dispositivo acquistato online, mostrando così le possibilità della stampa 3D e dell'elettronica applicata alla generazione di tessuti umani.

Le stampanti 3D hanno prodotto importanti risultati pure nel settore della protesica. Unesempio fra tutti, laRobohand, che sta restituendo manualità a tante vittime di mutilazioni nel mondo. Sono protesi meccaniche a basso costo, capaci di far muovere le dita artificiali tramite il movimento del polso, senza ricorrere a motori elettrici. A presentarle è stato l'americano Ian Owen, esperto di effetti speciali e ideatore, nel 2012, del primo prototipo con il falegname sudafricano Richard Van As.

L'operaio, dopo aver perso quattro dita sul lavoro, è riuscito grazie ad Owen, conosciuto su un forum specializzato online, a fabbricare le parti mancanti con una Makert Bot, in mezz'ora e a prezzi accessibili. Van As da allora ha fondato per i più bisognosi l’associazione non profitRobohand, che in Sud Africa riproduce on demand mani e gambe meccaniche in PLA, materiale biodegradabile. Ian Owen, con un gruppo di ingegneri, designer e maker americani, opera come volontario per l'associazione E-Nable, chefornisce ai bambini con malformazioni arti stampati in 3D a soli 30 dollari. Entrambi i progetti sono open source, ossia scaricabili, riproducibili e migliorabili da chiunque.

Una versione tutta italiana, esposta durante la tre giorni capitolina,è stata curata dal Fab Lab Genova, vincitore del Maker of Merit 2014, per una bambina genovese nata con una malformazione alla mano. In mostra, inoltre,The Brain arm, prototipo di un braccio stampato in 3D azionato col pensiero. Selezionato al contest “Call 4 School”, lanciato dalla Maker Faire e dal MIUR, è stato costruito da Stefano Ceroni, studente dell'Itis “B. Pascale” di Cesena. Un caschetto wireless Emotic epoc, traduce gli impulsi celebrali in un segnale che a distanza comanda il movimento dell'arto.

Stampata in 3D e open source anche la linea +TUO & Co: oggetti di uso quotidiano - apribottiglie e cerniere lampo potenziati, supporti per posate e utensili da cucina, tutori - disegnati in collaborazione con l'ALOMAR (Associazione lombarda malati reumatici) per sostenere i pazienti in difficoltà. “In Italia sono oltre 5 milioni e sono soprattutto donne”, spiega la docente Marinella Levi, responsabile del +LAB del Politecnico di Milano, vincitore del 1° premio alla Mostra di stampa 3D durante la prima Maker Faire. Vecchie e nuove soluzioni insomma, che promettono di rivoluzionare la medicina del futuro e di migliorare la qualità della vita delle persone. 

 

da redattoresociale.it

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