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Dopo la vendita di La7, il futuro di Telecom Italia media, che possiede ancora il 51% di Mtv, sarà "nelle infrastrutture" e non più nella televisione. Lo ha affermato Severino Salvemini, presidente della società, nel corso dell'assemblea. "Per Telecom Italia media - ha detto - non c'è interesse particolare a restare nella tv, oltretutto con un asset posseduto al 50% con un altro socio. Stiamo cercando di valorizzare Mtv al massimo per poterci concentrare sulla parte infrastrutturale".

"Il futuro di Telecom Italia media sarà probabilmente più concentrato sulla parte della rete, delle infrastrutture, dei multipex, immaginando una strategia di crescita e di redditivita'", ha aggiunto Salvemini. Telecom Italia media detiene oggi il 51% di Mtv Italia; il restante 49% fa capo a Viacom. Come operatore di rete, opera attraverso Telecom Italia media broadcasting, controllata al 100%, terzo operatore di rete digitale terrestre nazionale.

Quanto alla vendita di La7, l'operazione "non è stata fatta per il gusto di farlo, è stato fatto perché dovevamo vendere", ha detto Salvemini. "La vendita risponde a una logica di chiusura delle perdite: le stime elaborate nel piano industriale, tenuto conto anche della tendenza negativa del mercato pubblicitario, evidenziavano fabbisogni finanziari importanti nei prossimi anni. Per andare avanti 'stand alone' sarebbe servita una ricapitalizzazione molto forte e non c'era la disponibilita' del socio Telecom a proseguire in questo tipo di percorso". Le perdite previste, ha proseguito Salvemini, "avrebbero richiesto un sostegno patrimoniale continuo, determinando la necessita' di robusti e continui aumenti di capitale". Il presidente di Telecom Italia media e' tornato quindi sulle "offerte alternative" giunte per La7 "e non solo da Diego Della Valle". "Il processo di vendita - ha ricordato Salvemini - era partito a maggio 2012 ricevendo cento contatti. Prendere in considerazione offerte in 'zona Cesarini' avrebbe richiesto approfondimenti dall'esito incerto e un allungamento dei tempi, gia' prorogati, a fronte dell'esigenza indifferibile di procedere allo 'stop loss'. Non sarebbe stato giustificabile interrompere o differire delle trattative in fase avanzata per riaprire il processo". Telecom Italia media avrebbe preso in considerazione un'eventuale offerta piu' conveniente di quella di Cairo "ma questo non si e' concretamente verificato".

"Vorrei precisare - ha quindi aggiunto - che il cda di Telecom Italia media e' stato molto scrupoloso nel valutare gli interessi di tutti gli azionisti della societa'". Le due offerte di Cairo e Clessidra, giunte alla fase finale, erano "molto difficilmente comparabili": "Alla fine la convenienza nei confronti dell'offerta di Cairo ha pesato anche per la difficolta' di dare una valutazione attualizzata alle infrastrutture. Telecom e Telecom Italia media pensano che questa parte della societa' sia estremamente importante per il futuro e, per non sminuire la parte infrastrutturale, si e' preferita l'offerta di Cairo rispetto a quella di Clessidra".

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