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MediaTech

Sono circa 400 i quotidiani statunitensi, su un totale di quasi 1400, ad avere adottato fino a oggi un "paywall", ovvero un sistema di pagamento, per i propri contenuti online. E nel 2013, secondo gli analisti di settore, il numero è destinato a incrementarsi in maniera considerevole, visti i successi ottenuti da alcuni editori. In particolare, scrivono Mark Glaser & Courtney Lowery Cowgill sul sito della Online Publishers Association, Gannett ha riportato ottimi risultati nel quarto trimestre grazie agli incassi dei paywall degli oltre 80 giornali del gruppo, che hanno visto i ricavi aumentare del 16,8%, a quota 313 milioni di dollari, compensando e anzi superando le perdite degli introiti pubblicitari. Le testate di Gannett contano 46mila abbonati e il CEO Gracia Martore prevede che saranno fra i 250 e i 300mila entro fine anno.

Discorso simile per il New York Times: risultati complessivi "così così" nel quarto trimestre, ma boom di abbonamenti digitali, cresciuti del 13%. Secondo Poynter, due terzi degli abbonati digitali del Nyt è rappresentato da nuovi utenti, stessa quota dichiarata da Gannett.

Nonostante tutto, però, restano diversi editori scettici sul modello di business dei contenuti digitali a pagamento. Come Andrew Miller, CEO del Guardian, per il quale rinunciare ai numeri garantiti dai contenuti gratuiti (e ai conseguenti ricavi pubblicitari) sarebbe "da pazzi". A fine anno vedremo chi avrà avuto ragione.

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