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MediaTech
Rai, Fi stronca il premier: punta a controllarla in modo abile


Di Alberto Maggi (@AlbertoMaggi74)


"Quello di Renzi è un approccio un po' rozzo e superficiale. Occorre essere più attenti. La Rai è una realtà complessa, il sistema radiotelevisivo è cresciuto grazie alla mia riforma- Oggi abbiamo molte più offerte per i telespettatori anche gratutite, penso al digitale terrestre, alla Rai che ha 15 canali e alla crescita de La7. Poi c'è la televisione a pagamento come Sky che non esisteva prima. Quindi sconsiglierei interventi rozzi perché il sistema è cresciuto e se lo si mette in difficoltà si rischia di creare disoccupazione". Maurizio Gasparri, senatore di Forza Italia e membro della Commissione di Vigilanza, intervistato da Affaritaliani.it, boccia il piano di riforma della Rai del governo.

Ma la battaglia contro gli sprechi è giusta...
"La lotta agli sprechi è sacrosanta. La Rai può sopravvivere avendo a Firenze una sede più piccola e a Genova una meno sontuosa, ad esempio. Si possono fare tante cose per combattere gli sprechi, attenzione però a non scassare un sistema radiotelevisivo che è molto cresciuto. Dire 'taglio e basta' è un approccio rozzo che apre a una logica rozza. Cerchiamo di non mettere in ginocchio un sistema che negli ultimi dieci anni ha dato più lavoro. Leviamo un po' di soldi alla Rai che spreca può anche essere un approccio popolare, però, visto che Renzi vuole togliere 150 milioni di euro alla tv pubblica, riduca il canone della stessa cifra. Significherebbe tagliarlo del 10%. I soldi invece se li tiene lui per manovrare, fare e dire".

Il premier vuole mettere le mani sulla Rai?
"Lo vuol fare non secondo criteri classici. Di fatto lo fa ma facendo sembrare che non lo fa. Una strategia molto abile, però poi vedremo che cosa accadrà. Dà l'impressione di non volerlo fare, ma nella sostanza è quello che vuole".

E' d'accordo con lo sciopero dei giornalisti Rai?
"Lo sciopero così come lo ha impostato l'Usigrai non ci sarà. E' giusto denunciare una politica rozza, ma lo sciopero non lo faranno. Nello scontro propagandistico tra Renzi e l'Usigrai il premier ha gioco facile. Il sindacato della Rai è una siglia che sa di passato. Le dico come andrà a finire: diranno 'abbiamo ottenuto che si discuta di una riforma' e quindi lo revocheranno dicendo che aver vinto. Lo sciopero non incontra grande consenso perché l'Usigrai sa di vecchio e se i partiti sono vecchi l'Usigrai è vetusto. Quindi non lo faranno e diranno che hanno vinto perché si è aperta una discussione".

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