Bianchi Clerici ad Affari: "Vi presento Rai5, la tv delle culture. Ma non è il canale del federalismo"

"Mischierà cultura alta e bassa, rivolgendosi a un pubblico di ogni età: sarà la tv del vivere bene, che ha reso famosa l'Italia". Così Giovanna Bianchi Clerici, consigliere Rai in quota alla Lega, presenta ad Affari il nuovo canale digitale che inizierà le trasmissioni il 26 novembre. Gli studi sono a Milano, ma "non è il canale del federalismo", sottolinea: "E' l'esempio della distribuzione delle risorse Rai sul territorio, come è stato fatto anche a Torino e a Napoli"

Sabato, 20 novembre 2010 - 18:00:00

Giovanna Bianchi Clerici
Giovanna Bianchi Clerici
"Col passaggio al digitale terrestre arriveremo complessivamente a una quarantina di canali nazionali tra Rai, Mediaset e La7. L'offerta dell'emittente pubblica, in particolare, salirà a 14 canali, compresi i classici RaiUno, RaiDue, RaiTre. E tra questi ci sarà anche Rai5, il nuovo canale della cultura e delle culture". Così Giovanna Bianchi Clerici, consigliere Rai in quota alla Lega Nord, anticipa ad Affaritaliani.it come sarà il nuovo canale della tv pubblica, a margine della presentazione da parte del ministro dello Sviluppo Economico Paolo Romani del passaggio al digitale in Lombardia, previsto per il 26 novembre,. E proprio lo stesso giorno si festeggerà l'avvio delle trasmissioni di Rai5 (lo switch off in tutto il nord Italia avverrà invece entro il 15 dicembre).

Televisione della cultura e delle culture: che significa?
"
Significa che si parlerà di cultura in senso alto, dalla musica classica alla lirica per fare esempi musicali: argomenti un po' di nicchia che per motivi di audience non ci si puo' permettere sulle reti generaliste. Ma poi ci saranno anche le culture, più accattivanti e divulgative, rivolte a pubblici di varie età. Per esempio, anche musica contemporanea. E poi cinema, tecnologia, arte, territorio, cucina... Sarà una tv attenta alla cultura del viveere bene per cui l'Italia è famosa. E non è un caso che il canale nasca a Milano, nella capitale della moda, del design, delle nuove tendenze".

E' la "tv del federalismo"?
"Rai5 non ha la missione del federalismo. E' un esempio della grande ricchezza presente nei centri di produzione Rai dislocati su tutto il territorio: a Milano come a Roma, Torino e Napoli, a cui si affiancano tutte le sedi regionali. L'ottica federalista la vedo nel fatto che, invece di essere tutto concentrato a Roma come successo negli ultimi decenni, stiamo seguendo una strategia di locazione sul territorio a seconda delle specifiche vocazioni. Rai5 nasce a Milano, ma a Torino ci sono già due canali di produzione per bambini (RaiGulp e RaiYoYo), mentre Napoli sta emergendo sempre più come centro dalla forte vocazione al teatro, alla fiction e alla cultura. Lì si girano fiction come "Un posto al sole" e "La Squadra", ma anche lo spettacolo della Clerici "Ti lascio una canzone" è girato a Napoli".

Rai5 sorge dalle ceneri di RaiSat Extra. Dicono che il budget sia scarso.
"Indubbiamente la Rai sta cercando di sistemare i suoi conti e qualsiasi impegno non necessarrio non ce lo si permette. Che il budget sia limitato è anche vero, ma è quello stabilito dal Cda dal 26 novembre fino al 31 dicembre, dopodiché verrà stabilito il budget per il 2011. Rai5 parte come gli altri canali tematici, né più né meno svantaggiata. Non avere un budget illimitato è anche una fortuna perché spinge ad aguzzare l'ingegno e trovare idee più interessanti".

Si vocifera sull'ingaggio di personaggi famosi, da Philippe Daverio a Gualtiero Marchesi, da Omar Pedrini a Renzo Arbore.
"Non e' ancora il momento di ufficializzare i nomi, ma posso assicurare che sara' un cast di tutto rispetto e interessante, alcuni molto conosciuti, altri un po' meno. Sara' un palinsesto ricco e variegato. Vip a parte, prevedete nuove assunzioni? Per questa fase di decollo no. Ora si parte con le forze che si hanno, in azienda ci sono tante intelligenze. Poi si vedrà".

Ci sarà una sinergia con Expo?
"Rai5 non sarà il canale dell'Expo, ma sicuramente se ne occuperà e ci stiamo pensando, anche in base a quanto stabilito dall'accordo di programma tra Rai, Comune di Milano e la società che si occupa di Expo".

Su che canale si vedrà?
"Il ministro Romani si e' impegnato a farci avere la numerazione dei canali a giorni, credo sia molto importante aprire con una certezza dei canali e delle numerazioni. per evitare le confusioni già avvenute in altre regioni".

Maria Carla Rota

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