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Pmi innovative, ecco come migliorare efficienza e produttività

L'Italia resta un Paese di Pmi. E, quando si parla di innovazione, le dimensioni non contano. Perché proprio dalle più piccole nasce spesso il progresso made in Italy. Lo testimonia uno studio di Cna e Fondazione Symbola, secondo il quale le Pmi innovative italiane sono più di 65 mila. Un numero che ci consente di prevalere su Spagna (24.159), Francia (37.924) e Regno Unito (44.623) e di piazzarci alle spalle della Germania (90.395).

Una forza che si misura in brevetti. Nelle 32 classi europee, l'Italia è sul podio 22 volte, contro le 16 di Francia e Regno Unito. Ancora una volta, fa meglio solo la Germania (con un en plein).

L'ingegno italico non è un luogo comune ma una realtà: il 58% delle Pmi dichiara di aver impiegato professionalità strettamente collegato al mondo della creatività. Una quota sovrapponibile al resto delle aziende. Tradotto: neppure in imprese con meno di 50 addetti (cioè l'80% delle 65 mila Pmi innovative) si rinuncia all'inventiva.

In questo panorama molto promettente, però, ci sono ancora dei difetti da correggere. L'innovazione è infatti tale non soltanto nel prodotto ma anche nel processo produttivo. E colpisce che, secondo la ricerca di Nuance “Better technology, greater efficiency”, quattro Pmi su dieci non sanno come aumentare efficienza e produttività. Hanno grandi intuizioni, ma spesso sprecano energie nel percorso cha va dall'idea al risultato. Uno dei freni principali risulta essere la gestione dei documenti: relazioni, contratti, richieste di finanziamento, documenti per partecipare a gare di appalto e materiale di marketing.

Troppo spesso, nonostante un prodotto innovativo, le imprese sono ferme all'età della cartaLe soluzioni di riconoscimento e dettatura vocale e di gestione e archiviazione documentale consentano agli utenti di risparmiare tempo ed incrementare la produttività. Ma si tratta ancora di una scelta di nicchia tra le Pmi. L'impatto di una cattiva gestione è stato quantificato dall'analisi compiuta da Nuance sulle piccole e medie imprese di Regno Unito, Francia e Germania: il 38% passa in media due ore al giorno per elaborare documenti; il 25% delle organizzazioni giuridiche impiega fino a 4 ore al giorno per elaborare documenti e il 19% fino a 6 ore; il 41% non ha il tempo di pensare a come migliorare l’efficienza in azienda; il 30% rivede software in uso ogni 12-18 mesi, o addirittura oltre; solo il 4% nel Regno Unito, il 6% in Francia e il 14% in Germania utilizza software di riconoscimento vocale. 

Problemi spesso ignorati: il 29% non valuta il taglio dei costi e il miglioramento della produttività, limitandosi a mantenere la soluzione software PDF in uso senza prendere in esame le alternative sul mercato. Serve un cambio di passo. Le soluzioni ci sono: basta applicarle.  

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