A- A+
MediaTech

Una notizia grazie alla quale sono lieto di rivolgere un sincero complimento ed un convinto augurio di sempre maggiori successi ad “Affaritaliani.it”, alla sua redazione ed al suo fondatore e direttore Angelo Maria Perrino.

I giornali “online” ( come appunto Affaritaliani”) ed i siti di informazione via internet sono letti molto di più dei giornali quotidiani su carta e della carta stampata in genere. La notizia proviene da una fonte molto autorevole, un Rapporto sui Giovani elaborato dalla Facoltà di economia dell’Università Cattolica di Milano e diffuso dall’Arcidiocesi di Milano, durante il tradizionale incontro del Cardinale Arcivescovo Angelo Scola con i giornalisti, in occasione della Festa del Santo Patrono Francesco di Sales. E non basta, a visitare maggiormente i giornali “online” ed i siti internet sono il 68% dei giovani dai 30 anni in giù e tra i quali solo il 31% leggono anche i giornali su carta.

L’incontro con il Cardinale Scola si è svolto all’Istituto dei ciechi ed è stato condotto dal Direttore del telegiornale di “La 7” Enrico Mentana, il quale ha approfondito ulteriormente l’analisi delle problematiche che travagliano i giovani di oggi e ne impediscono l’inserimento nei posti di lavoro specialmente se giornalistici. Tutto vero, tutto giusto sia nella dotta introduzione di Mentana sia nella coinvolgente relazione conclusiva del Cardinale Scola, ma la sensazione che hanno sicuramente conseguito i molti giovani presenti in sala e soprattutto quelli che hanno poi posto allarmate domande agli oratori, è stata certamente sconfortante: i giovani di oggi e il giornalismo di oggi sono vittime di un sistema che consente ai vecchi di rimanere abbarbicati alla proprie poltrone ed impedisce ai trentenni di trovare giusta collocazione nelle realtà editoriali. E questa quindi sarebbe la più importante concausa della crisi del giornalismo di oggi. Personalmente, se me lo si consente, io sono di parere assolutamente difforme e per dimostrare la fondatezza delle mie convinzioni debbo forzatamente richiamarmi alle esperienze di tutti i miei coetanei che erano giovani quando lo ero anch’io. Ho cominciato a fare il giornalista al Giornale L’Ora di Palermo solo perché il caporedattore del giornale non aveva giornalisti da inviare sui campi di periferia a scrivere le cronache di partite giovanili peraltro molto seguite.

Frequentavo il primo anno della facoltà di giurisprudenza e, sperando di guadagnar qualche soldo, visitai e scrissi da tutti i campetti della città. Ma di soldini neppure l’ombra finché… Finché il capo mi disse: “Tu scrivi bene e frequenti anche la facoltà di legge, da domani cominci a cimentarti anche con la cronaca giudiziaria.” Io, che non avevo ancora visto un tribunale neppure da lontano, cominciai a scrivere di omicidi, assassini e truffatori vari, talvolta divertendomi anche tanto. Ma soldini niente! Finché non mi invitarono a scrivere articoli sul Palermo anche da Torino, da Tuttosport, e non mi invitarono infine a trasferirmi nella capitale piemontese.

Mi lasciai alle spalle, con non poca temerarietà, un moglie già incinta e raggiunsi Torino, da dove mi trasferii successivamente a Milano. Insomma la vita da precario l’ho sofferta non poco,esattamente o forse peggio dei giovani di oggi. E prima di me un’esperienza analoga la visse un ragazzo di Calabria, che dopo avere precariamente sgomitato al suo Paese per trovare uno sbocco lavorativo, prese il coraggio a due mani, si trasferì a Milano e dopo qualche anno divenne il cronista sportivo, il cercanotizie insomma più bravo e più letto della Gazzetta dello Sport e di tutte le pagine sportive d’Italia. Sapete come si chiamava quel cronista che fu poi mio vicino di scrivania per quasi un ventennio? Franco Mentana, guarda caso, papà di Enrico Mentana che ha evidentemente ereditato da cotanto Padre le sue grandi virtù giornalistiche! E attenzione, i Franco Mentana e i David Messina di un tempo non avevano a disposizione quello straordinario e gratuito mezzo di comunicazione che hanno i giovani di oggi, INTERNET. Oggi i giovani, come ci garantisce il Rapporto dell’Università Cattolica di Milano e dell’Istituto Giuseppe Toniolo, scrivono su internet, dialogano, possono far valere le proprie ragioni con Blogg, siti e interagiscono, polemizzano . Dialoghino quindi con i giornali online, facciano valere le proprie ragioni e approfondiscano anche tra di loro le cause della crisi dei giornali e dei mezzi di comunicazione ma partendo da altre premesse. Il giornalismo è in crisi non perché troppi vecchi vi rimangono abbarbicati ma perché vi rimangono abbarbicati troppi editori che editori non sono. Una volta c’erano il “martinit” Angelo Rizzoli che diventava editore per la sua straordinaria intelligenza e il suo grande coraggio. E c’erano i Mondadori, i Rusconi, i Fabbri e pochi altri ardimentosi che esercitavano solo ed esclusivamente il mestiere di Editori.

Oggi i giornali sono di proprietà o ostaggi di azionisti di maggioranza e minoranza che provano a fare un poco anche gli editori per tentare di difendere un po’ meglio i loro pur legittimi interessi. E i giornali non perseguono più l’obiettivo di raccontare la verità, approfondendo i fatti con inchieste autentiche, interviste serrate e ricerche adeguate ma si accontentano di raccontare le verità dei loro editori e coeditori. E bastano pochi giornalisti per raccontare quelle mezze verità. I giornalisti, e bravi, sono necessari per ricercare e pubblicare le verità vere, accertate e approfondite, in ogni settore dell’attività umana. Datevi da fare dunque giovani colleghi dai venti ai trenta e magari quaranta in su, ma non umiliando i vecchi che cercano solo di donarvi il frutto delle loro sofferte esperienze bensì cercando a fondo la verità, specialmente nei settori oggi più degradati e nefasti per il futuro dell’intero nostro Paese o dell’Europa o del mondo tutto.

di David Messina

Tags:
stampagiornaliaffidabilicartacei

i più visti

casa, immobiliare
motori
Citroën Ami 100% ëlectric: la rivoluzione della mobilità urbana è in vetrina

Citroën Ami 100% ëlectric: la rivoluzione della mobilità urbana è in vetrina


Testata giornalistica registrata - Direttore responsabile Angelo Maria Perrino - Reg. Trib. di Milano n° 210 dell'11 aprile 1996 - P.I. 11321290154

© 1996 - 2021 Uomini & Affari S.r.l. Tutti i diritti sono riservati

Per la tua pubblicità sul sito: Clicca qui

Contatti

Cookie Policy Privacy Policy

Cambia il consenso

Affaritaliani, prima di pubblicare foto, video o testi da internet, compie tutte le opportune verifiche al fine di accertarne il libero regime di circolazione e non violare i diritti di autore o altri diritti esclusivi di terzi. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso del materiale riservato, scriveteci a segnalafoto@affaritaliani.it: provvederemo prontamente alla rimozione del materiale lesivo di diritti di terzi.