The Vortex/ Le aziende e la comunicazione digitale? Scettici, collezionisti e tattici

Giovedì, 30 settembre 2010 - 16:40:00

Alla fine degli anni novanta le aziende italiane hanno iniziato a porsi il problema di come trasferire il proprio brand su internet. Improvvisamente avere un sito web era diventato una necessità per aziende di tutti i settori e di ogni dimensione.
Le campagne di advertising online hanno poi introdotto i minisiti. Accanto al sito istituzionale, le aziende hanno iniziato ad avere delle ulteriori presenze online con siti “usa e getta” più snelli, focalizzati su un unico prodotto/servizio e con un approccio più commerciale e di comunicazione rispetto al sito istituzionale.
Il tono della comunicazione era però sempre unilaterale e l'interazione con l'utente limitata e guidata dal brand.

L'arrivo dei blog prima e dei social media poi hanno invece introdotto il tema del dialogo e moltiplicato le presenze online dei brand: dagli account Twitter alle fan page di Facebook, dai Brand Channel di Youtube al gruppo su LinkedIn.
Parallelamente il diffondersi degli smartphone poneva il problema del presidio del mondo mobile  attraverso l'ottimizzazione del sito web o la creazione di apps ad hoc.
Nell'ultimo periodo il panorama si è ulteriormente complicato e gli ultimi trend sono i social basati sulla geolocalizzazione (Foursquare, Gowalla) e i tablet come l'iPad.

Si è quindi creato uno scenario caratterizzato da una complessità crescente e che le aziende hanno sostanzialmente affrontato in tre modi:
- gli “scettici” che, messo online il sito web, hanno sostanzialmente giudicato concluso il proprio lavoro di presenza sui media digitali e che guardano ai nuovi trend come mode passeggere, senza rendersi conto con ognuna di esse ruba tempo e utenti alla navigazione tradizionale;
- i “collezionisti” che diffondono il proprio brand ovunque. Questa bulimia genera spesso una complessità di difficile gestione da parte dell'azienda con il risultato di essere dovunque ma con prodotti di poca qualità come, ad esempio, account di Twitter che non twittano e canali su Youtube i cui ultimi video caricati sono quelli del giorno della messa online;
- i “tattici” che operano sui media digitali a macchia di leopardo con operazioni anche di qualità, ma i cui obiettivi sono di brevissimo periodo e legati a singole operazioni di marketing.

E' invece rarissimo trovare aziende che abbiano un piano strategico di presenza sui media digitali che detti delle linee guida di medio periodo su dove/come/quando essere presenti, che distingua tra presenze istituzionali, di prodotto o legate a singole operazioni e definisca obiettivi e investimenti, sia economici che di forza lavoro, coerenti fra loro.

The Vortex

 

Questa rubrica di Affaritaliani.it è realizzata in collaborazione con The Vortex, una think tank che nasce per mettere in ordine i pezzi, dissipare la nebbia, illuminare il cammino. Per saldare il Kotler con l'Unconventional Marketing, Canale 5 con Twitter, la GDO con eBay, in un insieme liquido, dove a vincere è sempre il vortice.

0 mi piace, 0 non mi piace


Titoli Stato/ Collocati 6,5 mld Btp, tassi a minimi record
Riforme/ Guerini (Pd): verso elezione indiretta Senato
Alitalia/ Uilt, non arrivata lettera da Etihad
Riforme/ Renzi: se non si trova sintesi pronto a passo indietro
Milan/ Berlusconi: vendita club fantasia altrui
Mps/ Grillo: questa e' la mafia del capitalismo
Mps/ Grillo, facciamo casino per fare un po' di trasparenza
Berlusconi/ Vede foto Merkel e dice "Aridatece Kohl"
LEGGI TUTTE LE ULTIMISSIME

LA CASA PER TE

Trova la casa giusta per te su Casa.it
Trovala subito

Prestito

Finanziamento Agos Ducato: fai un preventivo on line
SCOPRI RATA

BIGLIETTI

Non puoi andare al concerto? Vendi su Bakeca.it il tuo biglietto
PUBBLICA ORA