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Se vi aspettate una Lara Croft sfrontata e tutta tette, rimarrete delusi. Perché l’eroina nata nel 1996 e che con il suo successo ha sdoganato i videogame presso il grande pubblico, ritorna dopo anni di assenza ma non è più la stessa: in Tomb Raider, nei negozi da oggi, l’archeologa appare nei suoi anni giovanili, molto più insicura e fragile, ma anche con una carica sexy meno accentuata, rispetto a come la conosce il mondo.

tomb raider 2013 (2)Tomb Raider 2013Guarda la gallery

Un’operazione di reboot che punta a estendersi in una nuova saga, molto simile a quelle viste al cinema, ad iniziare dal Batman di Christopher Nolan. E l’incipit del gioco, con il naufragio della nave su cui Lara viaggia verso un tratto di mare maledetto, ci fa già capire che le atmosfere puramente ludiche dei primi capitoli sono lontane anni luce: Lara sopravvive all’affondamento del natante e approda su un’isola, ma subito viene stordita da uno sconosciuto, e si ritrova appesa a testa in giù, in trappola. Parte da qui la sua nuova missione, in cui non solo dovrà scoprire chi l’ha rapita e domina l’isola, esplorare il mito di un antichissimo regno giapponese retto da una regina vendicativa, ma soprattutto dovrà imparare a capire chi è, attraverso una serie di formative prime volte.

 

tomb raider 2013 (6)Rhianna Pratchett

In un viaggio che alterna azione adrenalinica, momenti intimistici, puro orrore e meraviglia delle nuove scoperte, Lara trema, piange, soffre, dando l’idea di un’eroina che non è solo più un impasto di pixel senz’anima, ma una donna a tutto tondo, reale e per questo più umana. “Dal punto di vista del suo aspetto”, racconta ad Affaritaliani.it Rhianna Pratchett, sceneggiatrice del gioco, ex giornalista di videogame e figlia d’arte (il padre è il celebre scrittore fantasy Terry), “Lara ha delle forme più proporzionate e ha abbandonato quegli abiti succinti che l’avevano resa famosa. In questo reboot la riportiamo ai suoi 21 anni, un periodo in cui non aveva ancora pistole e gadget, ma era una giovane donna ambiziosa appena uscita dall’Università, che si avventura nella sua prima esplorazione archeologica. Possiede ancora tratti che identifichiamo col suo personaggio, come coraggio, resistenza, determinazione e ingegnosità, ma questa è la prima volta in cui emergono in superficie. Nemmeno lei sa ciò di cui è capace”.

La sua evoluzione riflette il modo in cui dagli anni ’90 ad oggi è cambiato il ruolo delle donne e lo sguardo che ne offre la società?
"Questa non è tanto la storia di una donna, ma di un essere umano. In particolare riguarda la capacità che abbiamo di non abbatterci mai, di resistere, persino nelle circostanze più estreme".

La vecchia Lara oltre che sexy era considerata anche un modello da seguire, soprattutto per le appassionate. È ancora così?
"Assolutamente sì. Lara all’inizio del gioco è molto insicura e non crede nelle proprie abilità, perché non si è mai trovata in quella situazione. Ma quando si rende conto che nessuno arriverà a salvarla e che dovrà farlo da sola, man mano che affronta una nuova sfida, la sua sicurezza e le sue abilità iniziano a crescere ed evolversi. Da giocatore tu sei lì con lei e i suoi progressi diventano un’esperienza molto intensa".

In quali modi Lara si presenta come un personaggio nuovo?
"Eravamo abituati a vedere Lara non provare mai paura o rimpianto, perché lei sapeva di essere in grado di cavarsela in qualche modo. Ma non c’è coraggio senza conoscere la paura. La vedremo spezzare una vita umana per la prima volta e provare senso di colpa e rimpianto per averlo fatto: sentimenti che si vedono di rado in un videogame".

Marco Consoli

 

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