Parte il contrattacco: Periscope, app acquisita da Twitter, sfida Meerkat. Sono entrambi servizi di live streaming: pochi tap e il video ripreso con il proprio dispositivo mobile viene twittato, con un link.
Periscope vs Meerkat
La prima a partire è stata Meerkat. L’app passa in pochi secondi dall’avvio della registrazione alla trasmissione sul sito di microblogging. Per cominciare, i primi spettatori saranno i propri follower. A fare il resto saranno le condivisioni. Se poi si sceglierà di postare, a streaming concluso, il video su YouTube, basterà utilizzare un servizio collaterale. Niente app: basta l’hastag #Katch e il gioco è fatto. Il successo di Meerkat ha moltiplicato in pochi giorni la raccolta fondi e portato il valore dell’app a 40 milioni di dollari. Fino a costringere Twitter a rivedere i suoi programmi. Il sito ha prima tentato di frenare Meerkat. Poi è partito al contrattacco, acquistando un’applicazione molto simile: Periscope.
Come funziona Periscope
Twitter, in pochi giorni, ha reso disponibile Periscope (per ora solo su iOS). Una volta partita la registrazione e pubblicata via Twitter (come Meerkat), l’app di Twitter consente di chattare mentre si guarda il video ed esprimere il proprio piacere: un tap farà comparire dei cuoricini sullo schermo. E’ solo una sfida tra app? No, c’è molto di più. Twitter si è mosso rapidamente per paura di vedere erosa una parte del mercato che da tempo ha individuato come il più profittevole dei prossimi anni: il video. Non solo per ragioni legate al piacere della naigazione, ma soprattutto per una questione pubblicitaria: lo streaming via Twitter è una rivoluzione perché introduce una nuova modalità di comunicazione applicabile a mondi diversi, dal giornalismo all’advertising.

