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Le aziende italiane hanno scoperto la forza comunicativa del video sul web e si gettano in massa su YouTube come strumento per veicolare la propria storia, identità e prodotti: secondo lo studio condotto da Lundquist, due terzi delle prime 100 società italiane hanno infatti una presenza su questo canale. Tuttavia, buona parte di queste utilizza il videoportale di Google come semplice archivio di materiale già esistente, come spot pubblicitari e il classico video istituzionale, non sfruttando così le potenzialità “social” del canale, dalla condivisione dei contenuti all'acquisizione di follower.

L’analisi condotta dalla società di consulenza in comunicazione ha mappato la presenza delle 100 maggiori società italiane su YouTube e le altre piattaforme di condivisione di contenuti prettamente visuali come Slideshare, Pinterest e Flickr nell'ambito di Social Media Awards, una serie di studi sulle modalità di utilizzo dei social media per la comunicazione corporate.

Ne emerge che sono poche in Italia che hanno una strategia per l'utilizzo di YouTube ai fini della costruzione dell’immagine corporate: solo un terzo del campione analizzato – 32 società - presenta contenuti non di tipo esclusivamente commerciale, come interviste al management, iniziative di responsabilità sociale, video di branding. E soltanto otto società si distinguono grazie alla creazione di canali altamente personalizzati con una molteplicità di contenuti video, che spaziano dal commerciale all’istituzionale, in modo da costituire una web tv aziendale: si tratta di Banca MPS, Banca BNL, Banca Mediolanum, Edison, Enel, Eni, Siemens, UniCredit.

Sono, queste, le uniche società italiane che, su YouTube, trasmettono un’immagine aziendale a tutto tondo, dove i contenuti istituzionali rafforzano la reputazione e l’offerta commerciale. E i numeri danno loro ragione: queste otto società ottengono mediamente l’85% in più di iscrizioni al canale rispetto alle altre società monitorate.

Invece di chiedersi se è opportuno avere una presenza su un canale come YouTube o Pinterest, è corretto capire le loro dinamiche e come potrebbero aiutare a raggiungere obiettivi di comunicazione più ampi”, sottolinea Joakim Lundquist, fondatore della società di consulenza milanese.

Gli altri canali di comunicazione visuale sono ancora meno utilizzati. SlideShare, la più importante piattaforma di condivisione di presentazioni viene utilizzata solo dal 17% delle società e dalla maggior parte di queste in modo improprio, offrendo principalmente documenti testuali invece che vere e proprie presentazioni. Flickr riscuote ancora meno successo con solo il 14% delle società campione presenti e Pinterest, nonostante la sua rapida crescita, è ancora in fase di sperimentazione da parte delle società con solo il 18% delle aziende con un profilo.

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