Voglio scrivere per Vanity Fair/ Emma T., giornalista precaria ma con stile: consigli per sopravvivere nel mondo del giornalismo

Come sopravvivere nel mondo del giornalismo precario, senza abbattersi e senza privarsi delle piccole cose che danno un po' di sale alla vita di tutti i giorni? Semplice: basterebbe scrivere per Vanity Fair...

Martedì, 12 gennaio 2010 - 11:26:00

emmatravet
La copertina del libro
Come si fa a sopravvivere nel mondo del giornalismo, in tempo di precarietà, senza abbattersi e senza privarsi delle piccole cose che danno un po' di sale alla vita di tutti i giorni? Semplice: basterebbe scrivere per Vanity Fair...
Così almeno la pensa Emma T., dove la T. sta per Travet, cognome piemontese molto comune (niente a che vedere con Emma Thompson, quindi...). Ha 26 anni e abita in una città di provincia, vicino a Torino. Di lavoro fa la giornalista pubblicista, ovviamente sfruttata dal suo capo, Mr Vintage (non perchè sia cool, ma perché indossa solo capi datati che odorano di naftalina, come il suo pensiero). Tutti i giorni, sabato compreso, si alza al mattino e si rinchiude in una redazione locale. Ovvio che sarebbe meglio scrivere per Vanity Fair: non per nulla, da due anni a questa parte, invia alla redazione del magazine Condè Nast un curriculum a settimana, confidando che prima o poi, almeno per sfinimento, qualcuno le risponda...

Emma T. Erica Vagliengo
"Emma T." Erica Vagliengo
E infatti si intitola proprio "Voglio scrivere per Vanity Fair" (Memori edizioni) il libro firmato da Emma Travet, pseudonimo dietro il quale si cela Erica Vagliengo: nata a Pinerolo nel 1977, è giornalista free lance, caporedattrice del mensile Lookout Magazine. Adora lasciare tracce su internet, collezionare borsette, l’arte contemporanea e il caffè macchiato.
Da piccola si sentiva un mix tra Mary Poppins e Virginia Woolf; ora che è diventata grande ha scritto un libro con lo pseudonimo di Emma Travet e conta presto di regalarsi una Balenciaga Motorcycle turchese. Ha lanciato su internet l’innovativo progetto “emmat”: self-marketing legato al romanzo e supportato da partecipazioni a mostre, eventi vari e interviste in radio e tv. Il tutto supportato da grafica e merchandising ispirati agli accessori che la protagonista indossa e stampati su spille, specchietti da borsetta, burrocacao, portachiavi.

Il libro sarà presentato venerdì 22 gennaio alla libreria Altroquando di Roma, alla presenza dell'autrice introdotta da Isabella Borghese e affiancata da Cinzia Leone e Giovanna Nuvoletti. Ma intanto Emma T. conta già un nutrito gruppo di fan che hanno fotografato gli adesivi di Emma Travet un po’ dovunque nel mondo, postando le immagini sull’album Emmat around the world, aggiornato su facebook. E naturalmente le avventure di Madamin Travet proseguono su internet, sul blog dell'autrice. Ospitato, guarda caso, all'interno di Style.it, portale di Condè Nast. In attesa di leggere i pezzi di Emma T. su Vanity Fair...

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