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Medicina
Emicrania: Novartis annuncia la pubblicazione su Lancet dello studio Liberty

Novartis annuncia la pubblicazione sulla prestigiosa rivista scientifica Lancet di un pioneristico studio sulla prevenzione dell’emicrania, il quale dimostra l’efficacia di Aimovig in situazioni in cui altri trattamenti hanno fallito.

"Liberty" spiega una nota del colosso farmaceutico "è il primo studio su una terapia mirata anti-CGRP condotto in una popolazione di pazienti che avevano in precedenza fallito diversi trattamenti preventivi. I pazienti trattati con erenumab hanno presentato, rispetto ai pazienti trattati con placebo, una maggiore riduzione dei giorni mensili di emicrania, nonché un più evidente miglioramento nella partecipazione alle attività quotidiane. La tollerabilità e il profilo di sicurezza di erenumab sono stati simili a quelli del placebo, in linea con i dati osservati in tutto il programma di studi clinici, condotto su oltre 3000 pazienti. Erenumab è la prima terapia mirata anti-CGRP approvata da FDA ed EMA a essere stata sviluppata specificamente per la prevenzione dell’emicrania".


Lo studio è stato condotto con erenumab in pazienti con emicrania episodica che hanno provato e fallito da due a quattro precedenti trattamenti preventivi. I pazienti trattati con erenumab hanno presentato un miglioramento significativo in tutti gli endpoint primari e secondari dello studio. Erenumab è stato specificamente sviluppato per prevenire l’emicrania, mediante il blocco del recettore del peptide correlato al gene della calcitonina (CGRP-R), il quale svolge un ruolo critico nella malattia.


“Questi risultati forniscono un’autentica speranza ai pazienti che da anni convivono con il dolore e la disabilità dell’emicrania mentre passano ripetutamente da un’opzione terapeutica all’altra, a causa della mancanza di efficacia o dell’insorgenza di effetti indesiderati intollerabili”, ha affermato il Prof. Uwe Reuter, Managing Medical Director presso la Charité Universitätsmedizin.

“Nei soggetti caratterizzati dai più elevati bisogni medici insoddisfatti, questi risultati dimostrano l’efficacia di erenumab non solo nel ridurre il numero di giorni di emicrania, ma anche nel consentire ai pazienti di riprendere possesso della loro vita quotidiana”.

I dati dello studio LIBERTY dimostrano che, rispetto al placebo, dal basale all’ultimo mese di terapia (settimane 9-12):

• L’endpoint primario ha dimostrato che i pazienti trattati con erenumab hanno presentato in più del doppio dei casi una riduzione del 50% o più del numero di giorni di emicrania (30% vs 14%; odds ratio 2,7; p = 0,002)

• I pazienti trattati con erenumab hanno presentato, in quasi il triplo dei casi, una riduzione di almeno il 75% dei giorni di emicrania (12% vs 4%; odds ratio 3,2; p = 0,025, endpoint secondario)

• Il 6% dei pazienti trattati con erenumab è risultato completamente libero da episodi di emicrania (numero di giorni di emicrania ridotto del 100%), rispetto a nessun paziente (0%) con placebo (endpoint secondario)

• I pazienti trattati con erenumab hanno riscontrato una sostanziale riduzione del numero di giorni mensili di emicrania (MMD, monthly migraine days) (1,8 MMD in meno vs 0,2; p = 0,004; endpoint secondario)

• I pazienti nel braccio erenumab hanno sperimentato riduzioni significative del numero di giorni mensili di utilizzo dei farmaci per il trattamento acuto dell’emicrania (riduzione di 1,3 giorni vs aumento di 0,5; p <0,001; endpoint secondario)


• Nel complesso, la tollerabilità e la sicurezza di erenumab sono state simili a quelle del placebo, in linea con i risultati ottenuti durante l’intero programma di sperimentazione clinica, condotto su oltre 3000 pazienti.

“I rivoluzionari dati di Liberty confermano erenumab come un’opzione terapeutica preventiva sicura ed efficace per i pazienti di tutto lo spettro dell’emicrania, compresi quelli che soffrono di forme particolarmente difficili da trattare”, ha dichiarato Danny Bar-Zohar, Global Head of Neuroscience Development presso Novartis Pharmaceuticals. “Questi pazienti meritano un’opzione di trattamento preventivo che permetta loro di essere maggiormente presenti sul lavoro, a casa e con gli amici. Con erenumab stiamo aprendo una nuova strada, mentre ridisegniamo la cura di questi pazienti emicranici che finora non sono riusciti a trovare terapie preventive efficaci”.


Il recente studio My Migraine Voice ha dimostrato che i pazienti con precedente fallimento terapeutico hanno maggiore compromissione della produttività al lavoro rispetto a quelli che non avevano precedentemente fallito alcun trattamento. Inoltre, una percentuale maggiore di questi pazienti ha segnalato un impatto negativo sulla propria vita sociale e personale. Nel corso dello studio Liberty, nell’ambito di un ulteriore endpoint secondario, i pazienti trattati con erenumab hanno riportato un miglioramento significativamente maggiore in tutti gli outcome valutati, inclusa la capacità di portare a termine le attività quotidiane, come svolgere le incombenze domestiche e alzarsi dal letto, rispetto al placebo (scala delle attività quotidiane Migraine Physical Function Impact Diary [MPFID], differenza di 3,5 punti, p = 0,003, scala delle attività quotidiane, differenza di 3,9 punti, p <0,001).

Erenumab è stato approvato nello Spazio economico europeo, negli Stati Uniti, in Canada, in Australia, in Svizzera, negli Emirati Arabi Uniti e a Singapore.

Lo studio Liberty
Liberty (NCT03096834) è uno studio di fase IIIb della durata di 12 settimane, multicentrico, randomizzato, in doppio cieco, controllato con placebo, che valuta la sicurezza e l’efficacia di erenumab nei pazienti con emicrania episodica (definita nell’ambito dello studio stesso come da 4 a 14 giorni mensili di emicrania al basale) che hanno fallito da due a quattro trattamenti preventivi precedenti. Nel corso dello studio, 246 soggetti sono stati randomizzati a ricevere erenumab 140 mg o placebo durante la fase di trattamento in doppio cieco di 12 settimane.

L’endpoint primario era la percentuale di pazienti con almeno il 50% di riduzione dei giorni mensili di emicrania rispetto al basale nelle ultime quattro settimane della fase di trattamento in doppio cieco dello studio (settimane 9-12). La sperimentazione include uno studio di estensione in aperto di 156 settimane, attualmente in corso.


Gli endpoint secondari valutati durante lo stesso periodo di tempo hanno incluso: variazione rispetto al basale del numero di giorni mensili di emicrania, variazione rispetto al basale del numero di giorni associati a trattamento acuto, variazione rispetto al basale dei punteggi di compromissione fisica e impatto sulle attività quotidiane secondo il Migraine Physical Function Impact Diary (MPFID). L’MPFID è una scala sviluppata per misurare questi due domini. La scala è stata convalidata in accordo alle indicazioni della Linea guida sui Patient Reported Outcomes (PRO, esiti segnalati dal paziente) della US Food and Drug Administration (FDA).

Come endpoint secondari sono state valutate anche le percentuali di pazienti con un tasso di risposta a erenumab del 75% e del 100%, e la sicurezza e la tollerabilità. Gli eventi avversi più comuni osservati nel corso dello studio Liberty sono stati dolore al sito di iniezione (5,9%), mal di schiena (4,2%) e nasofaringite (4,2%).

Erenumab
Erenumab è l’unico trattamento di prevenzione dell’emicrania, approvato sia nello Spazio economico europeo sia negli Stati Uniti (erenumab-aooe), specificamente sviluppato per prevenire l’emicrania mediante il blocco del recettore del peptide correlato al gene della calcitonina (CGRP, Calcitonin Gene-Related Peptide), il quale svolge un ruolo importante nella malattia. Erenumab è stato anche approvato in Canada, Australia, Svizzera, Emirati Arabi Uniti e Singapore. Erenumab è stato esaminato in numerosi e ampi studi clinici globali, randomizzati, in doppio cieco, controllati con placebo, allo scopo di valutare la sua sicurezza ed efficacia nella prevenzione dell’emicrania. Oltre 3000 pazienti hanno partecipato al nostro programma generale di sperimentazione clinica, compresi i 2600 arruolati nei quattro studi clinici registrativi di fase II e III controllati con placebo e i partecipanti a ulteriori studi, come Liberty.


Gli effetti indesiderati più comuni osservati nel programma clinico fino a oggi sono stati infezioni virali del tratto respiratorio superiore, infezioni del tratto respiratorio superiore, sinusite, influenza e mal di schiena.


Novartis e Amgen stanno co-commercializzando erenumab negli Stati Uniti. Amgen possiede i diritti commerciali esclusivi per il farmaco in Giappone, mentre Novartis detiene i diritti commerciali esclusivi nel resto del mondo.


L’emicrania
L’emicrania è una malattia neurologica caratterizzata da attacchi ricorrenti di cefalea di intensità da moderata a severa, con dolore tipicamente pulsante, spesso unilaterale e associato a nausea, vomito e ipersensibilità a luce, suoni e odori. L’emicrania è associata a dolore, disabilità e ridotta qualità della vita, nonché a un peso economico per la società. L’emicrania ha un impatto profondo e limitante sulle capacità dell’individuo di svolgere le normali attività quotidiane, ed è stata dichiarata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità una delle prime 10 cause di anni vissuti con disabilità per gli uomini e le donne. Questa patologia rimane sotto-riconosciuta e sotto-trattata. Le attuali terapie preventive sono state mutuate da altre indicazioni e sono spesso associate a scarsa tollerabilità e a mancanza di efficacia, con un conseguente aumento dei tassi di sospensione tra i pazienti.


La collaborazione tra Amgen e Novartis nelle neuroscienze
Nell’agosto 2015 Novartis ha avviato una collaborazione globale con Amgen per sviluppare e commercializzare congiuntamente trattamenti pionieristici nel campo dell’emicrania e della malattia di Alzheimer. La collaborazione si concentra sui farmaci sperimentali di Amgen nell’area dell’emicrania, inclusi erenumab (approvato da FDA nel maggio 2018 per il trattamento preventivo dell’emicrania negli adulti) e AMG 301 (attualmente in fase II di sviluppo). Nell’aprile del 2017 la collaborazione è stata ampliata fino a includere la co-commercializzazione di erenumab negli Stati Uniti. Per il programma sull’emicrania, Amgen mantiene i diritti commerciali esclusivi negli USA (tranne che per erenumab, come descritto sopra) e in Giappone, mentre Novartis detiene i diritti in Europa, Canada e nel resto del mondo. Inoltre, le aziende stanno collaborando allo sviluppo e alla commercializzazione di un programma di inibitori di beta-secretasi 1 (BACE) nella malattia di Alzheimer. La terapia orale CNP520 (attualmente in fase III di sviluppo per la malattia di Alzheimer) è la molecola principale, mentre anche altri composti derivati dai programmi pre-clinici sui BACE-inibitori di entrambe le aziende potrebbero essere presi in considerazione come molecole di follow-on.

Novartis e le neuroscienze
Attualmente Novartis è fortemente impegnata nel campo delle neuroscienze, anche al fine di rendere disponibili terapie innovative ai pazienti affetti da patologie neurologiche, un’area caratterizzata da un forte bisogno medico insoddisfatto. Siamo impegnati a sostenere medici e pazienti in diverse aree terapeutiche, ivi incluse sclerosi multipla (SM), malattia di Alzheimer, malattia di Parkinson, epilessia e disturbo da deficit di attenzione/iperattività; inoltre dispone di una promettente pipeline nella SM, nella malattia di Alzheimer, nell’emicrania e nella neurologia specialistica (per esempio per il dolore neuropatico).

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    Tags:
    emicrania; novartis; lancet; studio liberty
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